Sempre più cani e gatti accolti al rifugio di via San Damian, a Monza, arrivano in sovrappeso, alcuni al limite dell’obesità. È l’allarme lanciato dall’Enpa brianzola, dove i veterinari si trovano con crescente frequenza a gestire animali — giovani e anziani — con difficoltà motorie legate all’eccesso di peso.
A parlare è la veterinaria Anna Tomain:
Le cause dell’obesità sono quasi sempre multifattoriali. Alimentazione non controllata, fuoripasto frequenti — anche con cibi destinati all’uso umano — e sedentarietà. A questi si aggiungono la sterilizzazione, l’età avanzata e, in alcuni casi, patologie metaboliche come l’ipotiroidismo e il morbo di Cushing. Nel gatto domestico che vive in appartamento, aggiunge, la ridotta possibilità di movimento e la cosiddetta noia ambientale giocano un ruolo decisivo nell’aumento di peso.
Un problema di salute, non di simpatia
Enpa Monza invita i tutori a non sottovalutare i chili in eccesso, troppo spesso percepiti come un tratto simpatico — e persino valorizzati sui social. Dietro un cane o un gatto sovrappeso c’è invece un animale con patologie concrete. “Il sovrappeso incide profondamente sulla salute generale”, ricorda l’associazione: aumenta il carico su articolazioni e scheletro, favorisce dolore e artrosi, predispone al diabete mellito e a complicazioni cardiovascolari. Il tessuto adiposo in eccesso, inoltre, non è inerte: produce sostanze che innescano uno stato di infiammazione cronica, con effetti su cuore, fegato e sistema immunitario, riducendo sia la qualità che la durata della vita dell’animale.
Cosa fare
Il percorso correttivo è lo stesso raccomandato per le persone: alimentazione bilanciata, controllo delle porzioni, attività fisica regolare. Per il gatto che non ha accesso all’esterno, è utile lavorare sull’arricchimento ambientale, stimolando il gioco e il movimento. In ogni caso, il monitoraggio veterinario è essenziale per individuare precocemente il sovrappeso e impostare un percorso sicuro verso il recupero del benessere dell’animale.


