Cane trascinato per 6 km, Enpa denuncia e afferma: “Da inizio anno 3.441 procedimenti per reati contro gli animali”

L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) esprime sdegno e indignazione per il gravissimo episodio di maltrattamento avvenuto a San Sebastiano al Vesuvio (NA), dove due persone sono state denunciate dai Carabinieri per aver trascinato con una bicicletta elettrica una femmina di pastore tedesco, di nome Bella, per circa sei chilometri, provocandole ferite profonde alle zampe e un grave stato di esaurimento fisico.

L’Ufficio Legale di Enpa, tramite l’avvocato Claudia Ricci, si è già attivato per denunciare e costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario, assicurando che l’associazione seguirà il caso passo dopo passo fino all’ottenimento della piena giustizia per Bella.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo alla guida dell’e-bike, un 39enne già noto alle forze dell’ordine, avrebbe trascinato l’animale utilizzando un guinzaglio con catena a strozzo, fino a ridurlo allo stremo. Il proprietario del cane, un 54enne di Volla, è stato anch’egli denunciato per maltrattamento e abbandono di animali. Bella è ora sotto le cure dei veterinari dell’ASL Napoli 3 Sud, ricoverata nella clinica di Torre del Greco.

“Siamo di fronte a un atto di crudeltà inaccettabile – ha affermato Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa – che riflette una violenza cieca e gratuita. Trascinare un cane per chilometri fino a ridurlo in quelle condizioni non è solo un reato, è un gesto disumano. Chi è capace di infliggere una simile sofferenza a un essere senziente rappresenta un pericolo per la società. Chiediamo pene esemplari e l’immediata applicazione di tutte le misure previste dalla legge. Bella dovrà avere giustizia.”

Dall’inizio del 2025 e fino a settembre, l’Enpa ha seguito 3.441 procedimenti per casi di abbandono, uccisione, traffico di cuccioli, combattimenti, corse clandestine e bracconaggio. Gli animali sequestrati e presi in carico sono stati 764, molti dei quali trovati in condizioni disperate: denutriti, feriti, picchiati o lasciati morire di stenti.

“Questi numeri – conclude Rocchi – raccontano una realtà ancora drammatica. Serve più prevenzione, più controlli e soprattutto una cultura del rispetto che parta dalle scuole. Non possiamo più tollerare che la violenza sugli animali sia trattata come un fatto marginale.”

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