Cagnolina usata per l’elemosina partorisce 7 cuccioli in strada a Venezia, l’Enpa di Mira li mette in salvo

Era costretta in strada, per terra, nel centro storico di Venezia, durante il parto dei suoi cuccioli. In tanti hanno segnalato la situazione alle autorità competenti senza però che ci fosse un intervento. “Il suo “proprietario” – racconta l’Enpa di Mira – aveva deciso di non rinunciare a farla “lavorare” neanche al momento del parto. Il suo lavoro è semplice: essere sfruttata per raccogliere elemosine. Lei come tanti altri cani che, purtroppo, riempiono il centro storico della Città, nonostante il regolamento comunale vieti l’uso di animali per l’accattonaggio. Purtroppo le segnalazioni non hanno sortito effetto.
Eppure l’art. 727 del codice penale punisce “chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”. Avevamo anche noi richiesto e sollecitato il sequestro della piccola Mirta, ma invano. Purtroppo poco dopo si sono perse le tracce di Mirta e dei suoi cuccioli, spariti insieme al loro sfruttatore.Nel pomeriggio però, grazie allo straordinario aiuto di Giuliano, instancabile volontario che da anni segue con amore le colonie feline della zona industriale di Marghera, abbiamo avuto nuovamente notizie della piccola. E li, al freddo, sotto ad un cavalcavia, abbiamo potuto recuperare Mirta ed i suoi sette cuccioli. Ora sono al Rifugio Enpa di Venezia, al caldo, in una morbida cuccia, in un ambiente tranquillo. Semplicemente quello che serve ad una piccola mamma per poter crescere i suoi cuccioli a poche ore dal parto”.

 

“Riteniamo grave – conclude l’Enpa di Mira – che si sia tollerata questa situazione, e torneremo a sollecitare, nelle sedi opportune, una maggiore attenzione ai tanti casi di sfruttamento di questi animali. Vogliamo dire ancora una volta grezie a Giuliano. Senza il suoi aiuto questi piccoli avrebbero passato la notte con temperature sotto lo zero, e forse non sarebbero sopravvissuti. Per concludere vogliamo precisare una cosa: non diteci che “il cane sono l’unica cosa che hanno” oppure “a loro modo gli vogliono bene”. Avreste dovuto essere con noi sotto quel cavalcavia questa sera, e vedere legati ad un palo gli stessi cani che di giorno servono a raccogliere elemosine. Lì, senza una cuccia e senza un riparo. Gli uomini sono liberi di fare le proprie scelte, che noi non giudichiamo. Ma non chiedeteci di vedere l’amore, dove non c’è. Anche nel recente passato abbiamo “riscattato” cani in condizioni simili, a pochi giorni dal parto. E se le Autorità competenti non avvieranno iniziative serie, questi episodi sono destinati a moltiplicarsi. Al momento è assolutamente prematuro contattare il rifugio per le adozioni. Appena completata la crescita daremo comunicazioni in merito”.

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