Cagnolina lanciata dall’auto a Treviso: «È stato mio padre». La denuncia su Instagram di una coraggiosa figlia

«Quella che vedete è la vera ragione per cui il mio cane è morto. Volete il nome del colpevole? Mio padre». Segue il nome, segue il cognome. Tutto pubblico. E poi: «Diffondete il suo nome perché una persona del genere merita l’ergastolo». Ci sono foto, foto di quando Piccola (questo il nome della cagnolina) era felice sul divano di casa.

Con una serie di stories su Instagram una giovane donna trevigiana ha denunciato pubblicamente suo padre attribuendogli la responsabilità della morte di Piccola, lanciata da un’auto in corsa sabato scorso a Ponzano Veneto nella cava Morganella. L’uomo, già stato individuato e denunciato dai carabinieri grazie al microchip del cane, dovrà rispondere di reati gravissimi, ma ancor di più dovrà rispondere alle accuse di una figlia disperata che arriva a chiedere, per suo padre, la più pesante delle pene del nostro codice penale: l’ergastolo. Pena non applicabile ai reati contro gli animali, ma le coraggiose parole della donna sono accusa e condanna.

«Quello che chiedo è di diffondere il più possibile questa storia e che il colpevole paghi le conseguenze di aver fatto soffrire una creatura indifesa. Non capisco come sia riuscito a fare una cosa del genere dopo quasi 18 anni passati con lei». Post devastanti: «…odio fare tutte queste storie…». Sono tre, pubblicate ieri sera, venerdì, su Instagram, nell’arco di quattro ore, dalla figlia che dice di essere lontana da casa. Un flusso di dolore immane.

Al suo fianco c’è Enpa, in particolare la Sezione Enpa di Treviso, che da subito si è mosso per tentare di salvare Piccola, e di trovare il colpevole.

Per risalire al responsabile del barbaro gesto si era mobilitato, oltre ai i volontari dell’Enpa, anche il sindaco di Ponzano Veneto, Antonello Baseggio, il quale aveva lanciato un appello alla cittadinanza.

 

La rabbia di Enpa

Trovato il colpevole, Enpa ha pubblicato su Facebook un messaggio ricondiviso anche dalla figlia dell’uomo denunciato per il fatto.

«Riposa in pace Piccolina. La rabbia per un mondo ancora pieno di persone senza cuore. La tristezza di non aver potuto dare una seconda vita che potesse essere considerata tale. Il dolore di sapere che non è il primo caso e purtroppo non sarà l’ultimo».

Enpa Treviso, nel pomeriggio, ha dichiarato al quotidiano “La Tribuna di Treviso”:

«Grazie ai Carabinieri di Paese che hanno svolto le indagini meticolose, grazie a tutti coloro che hanno diffuso la notizia per trovare l’autore di questo gesto spregevole, la Procura ha il nome e cognome del colpevole e noi finalmente diamo il nome a quella cagnolina: Piccola, finalmente ti chiameremo così. Grazie all’eroina, una ragazza che ce lo ha fatto sapere, sei dei nostri, per una generazione che distrugge abbiamo le nuove generazioni che costruiscono!».

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