Cacciatori gettano la maschera: vogliono lucrare sui selvatici. Evidenti le “contraddizioni” del deputato Stefano Vaccari (PD)

L’iniziativa “Selvatici e buoni” organizzata oggi da propaggini del mondo venatorio e dagli armieri ha un unico grande merito: quello di fare finalmente chiarezza sui veri obiettivi delle doppiette e dei loro sponsor politici e istituzionali. A loro non interessa affatto tutelare la biodiversità né le specie protette; a loro interessa soltanto uccidere gli animali selvatici per commercializzare le carni e fare business sulla loro pelle». Lo dichiara l’Ente Nazionale Protezione Animali che denuncia ancora una volta le gravissime strumentalizzazioni del mondo venatorio che rilancia da mesi un presunto ed assolutamente inesistente “allarme selvatici” soltanto per vedersi concesso il via libera ai propri piani di sterminio. «A stupirci non è tanto il tentativo delle associazioni di cacciatori e armieri, di lucrare sulla fauna, tentativo che segnaliamo ormai da tempo anche a Bruxelles, quanto le evidenti “contraddizioni” di esponenti politici come Stefano Vaccari, il quale alla luce del sole si oppone ai progetti di legge per caccia selvaggia, vedi la proposta Bruzzone, salvo poi aderire con entusiasmo alle iniziative promosse proprio da questi ambienti. Sarebbe estremamente interessante – prosegue Enpa – conoscere quale sia la linea ufficiale del Partito Democratico su una materia tanto delicata e importante come la tutela degli animali e dell’ambiente. Sempre ammesso che su questi argomenti il PD ne abbia una, di linea».

Ma al di là degli aspetti più squisitamente politici, etici e morali, la filiera della cosiddetta selvaggina chiama in causa fattori di natura sanitaria e pone sul tappeto evidenti problematiche di ordine pubblico. Creare una filiera della selvaggina significa infatti dilatare a dismisura i tempi e le possibilità di caccia (che, vale la pena ricordarlo è una concessione dello Stato e non un diritto), con la conseguenza di incrementare il numero di uomini armati che se ne vanno in giro per le nostre campagne e i nostri boschi, e quindi di aumentare in misura esponenziale le vittime delle doppiette. «E’ davvero singolare che mentre da un lato si terrorizza la popolazione sull’aviaria o sulla peste suina, schierando addirittura l’esercito per sterminare i cinghiali, dall’altro si apra chiaramente alla compravendita delle relative carni. Delle due l’una: o gli allarmi sui selvatici sono strumentali e infondati – conclude l’Enpa – oppure qualcuno non presta troppo attenzione alle norme sanitarie sugli alimenti».

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