L’Associazione contro le preaperture: «Una mattanza per divertimento mentre siccità, incendi e temperature record mettono già a dura prova la fauna». Enpa torna all’attacco sulla Pdl 2984 “Caccia Selvaggia”. La commissaria Ue all’Ambiente Jessika Roswall richiama nuovamente l’Italia sul rispetto delle direttive europee
Roma, 31 agosto 2026 – Mercoledì 2 settembre, con la “preapertura” della caccia in diverse regioni italiane, si apre la stagione di odio contro i selvatici: una mattanza “per divertimento” che Enpa considera ancora più grave e inaccettabile in un Paese segnato da siccità prolungata, incendi devastanti e temperature record, che hanno già messo a dura prova fauna e habitat.
Un’anticipazione portata avanti nell’indifferenza di molte amministrazioni regionali verso l’emergenza climatica e le condizioni in cui si trovano le popolazioni selvatiche. Fanno eccezione Valle d’Aosta, Lombardia, Umbria e Lazio, che non hanno previsto la preapertura.
«Il 2 settembre si comincia a sparare non soltanto contro gli animali selvatici, ma contro la scienza e contro la coscienza di milioni di italiani», denuncia Enpa. «Si pretende di chiamare sport o tradizione l’uccisione per divertimento di animali già provati da mesi di caldo estremo, incendi, siccità e scarsità di risorse. È una scelta che consideriamo inaccettabile sul piano scientifico, etico e culturale.»
Enpa: «Vogliono stravolgere la legge 157/92 per avere più caccia e meno tutele»
La legge nazionale 157/1992 fissa l’apertura generale della stagione venatoria alla terza domenica di settembre e disciplina le eventuali anticipazioni dell’attività di caccia. È proprio questa legge, che riconosce la fauna selvatica come patrimonio indisponibile dello Stato e la tutela nell’interesse della comunità nazionale e internazionale, che Governo e maggioranza stanno tentando di stravolgere attraverso la Proposta di legge 2984 , “Caccia Selvaggia”.
Per l’Associazione non si tratta di semplici modifiche alla normativa venatoria, ma di un attacco al sistema di tutela della fauna selvatica costruito attraverso decenni di battaglie civili, scientifiche e giuridiche. Più possibilità di sparare, ampliamento dei tempi e delle condizioni di caccia, minori garanzie per la fauna: è questa, secondo Enpa, la direzione imboccata dalla Pdl 2984.
E mentre in Italia si tenta di spingere ulteriormente sull’acceleratore della caccia, dall’Europa arrivano nuovi segnali di allarme. La commissaria europea all’Ambiente Jessika Roswall ha manifestato preoccupazione rispetto alla compatibilità di punti chiave della proposta italiana con le direttive europee sulla tutela della natura.
Un nuovo richiamo che arriva dopo le contestazioni già mosse all’Italia in materia venatoria e che, per Enpa, rende ancora più grave la volontà politica di proseguire sulla strada della deregolamentazione.
«La volta scorsa il ministro Francesco Lollobrigida aveva liquidato le contestazioni provenienti da Bruxelles parlando di un “oscuro burocrate della Commissione europea”. Ora a esprimere direttamente le proprie preoccupazioni è la commissaria europea all’Ambiente. Non si può continuare a bollare come ideologia tutto ciò che contraddice la volontà di aumentare le possibilità di sparare: parlano la scienza, gli organismi tecnici, le norme europee e milioni di cittadini.»
«A settembre si colpiscono animali e interi ecosistemi»
Enpa ricorda che l’avvio anticipato della caccia può avere conseguenze che vanno ben oltre gli animali direttamente inseriti nei calendari venatori.
«Come denunciato dalla comunità scientifica, l’avvio della caccia ai primi di settembre ha un impatto pesantissimo sull’ecosistema. Gli spari, la presenza dei cacciatori e il disturbo prodotto dall’attività venatoria investono anche specie che non sono oggetto di caccia e animali ancora impegnati nelle fasi riproduttive. Il colombaccio, ad esempio, può presentare ancora piccoli dipendenti dai genitori: uccidere gli adulti può significare lasciare i giovani nei nidi destinandoli a morire di fame.»
Per l’Associazione, in questo modo vengono ignorate le indicazioni scientifiche e le esigenze di tutela della fauna in un momento dell’anno particolarmente delicato, mentre il disturbo antropico si aggiunge agli effetti di una crisi climatica che sta modificando habitat, disponibilità di acqua e risorse alimentari.
«Solo un vero odio può legittimare l’uccisione per divertimento in tempi e condizioni così avverse», denuncia Enpa. «Non c’è alcuna necessità di sparare a un animale per divertimento. C’è invece una fauna selvatica che avrebbe bisogno di essere protetta e lasciata in pace dopo un’estate durissima.»
«Un arretramento culturale che riguarda tutti gli animali»
Per Enpa quello che sta accadendo sulla caccia è parte di un arretramento più ampio nel rapporto tra esseri umani e animali.
«Stiamo assistendo a un arretramento culturale pericoloso, che non si ferma alla fauna selvatica e che vediamo riflesso anche negli abbandoni e negli atti di crudeltà nei confronti degli animali d’affezione. Tutto è connesso. La vita di un animale selvatico non vale meno di quella di un cane o di un gatto. Non possiamo pretendere di educare al rispetto degli animali e, contemporaneamente, legittimare l’idea che alcuni di loro possano essere inseguiti e uccisi per divertimento.»
Una deriva che, secondo l’Associazione, va anche nella direzione opposta rispetto alla sensibilità maturata nella società italiana e al riconoscimento della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi introdotto nell’articolo 9 della Costituzione.
«La stragrande maggioranza degli italiani non vuole tornare indietro. Eppure si continua a costruire una legislazione che sembra rispondere alle richieste di una minoranza armata, sacrificando fauna e biodiversità che appartengono invece all’intera collettività.»
L’appello ai cacciatori: «Deponete le armi»
Per questo Enpa rivolge un appello anche ai cacciatori affinché scelgano di deporre le armi, a partire da una stagione segnata da gravi emergenze ambientali.
«A chi si definisce un cacciatore responsabile chiediamo un gesto concreto: non sparare. Se davvero si riconosce la gravità delle condizioni ambientali di quest’anno, la risposta non può essere entrare nei boschi e nelle campagne aggiungendo morte a un ecosistema già sotto pressione.»
L’Associazione si rivolge inoltre ai rappresentanti politici, anche all’interno della maggioranza, affinché fermino la Pdl 2984 “Caccia Selvaggia” in discussione alla Camera dei Deputati, e chiama i cittadini a unirsi in un patto nazionale per la tutela della biodiversità e della natura.
«Non accetteremo che la fauna selvatica venga trasformata nel bersaglio di una restaurazione venatoria che ignora la scienza, l’Europa e la sensibilità di milioni di cittadini. La fauna è patrimonio di tutti, non proprietà di chi imbraccia un fucile. Il 2 settembre non si apre una festa né una tradizione da celebrare: si apre una stagione di morte. E contro questa deriva Enpa continuerà a battersi in ogni sede, dalla politica ai tribunali, perché proteggere i selvatici significa proteggere la biodiversità e difendere un patrimonio che appartiene a tutti noi.»


