Caccia, Enpa alla Camera: “La fauna selvatica è un patrimonio da tutelare, non un bersaglio. La caccia oggi non ha più alcuna giustificazione”

La presidente nazionale Enpa Giusy D’Angelo è intervenuta ieri 7 luglio alla conferenza stampa promossa dall’on. Michela Vittoria Brambilla insieme alle associazioni animaliste e ambientaliste contro la riforma della legge sulla caccia.

L’Ente Nazionale Protezione Animali ha partecipato ieri alla conferenza stampa promossa alla Camera dei Deputati dall’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli Animali e la Tutela dell’Ambiente, che ha riunito le principali associazioni animaliste e ambientaliste per ribadire la netta contrarietà alla proposta di riforma della legge 157/1992, già approvata dal Senato e ora all’esame della Camera dei Deputati.

Nel corso dell’incontro, l’on. Brambilla ha definito la difesa della fauna e della biodiversità «una battaglia di civiltà che non ha colore politico» e ha ribadito la propria opposizione a un testo che, a suo giudizio, contrasta con la Costituzione, con il diritto europeo e con la volontà della grande maggioranza degli italiani.

Ad aprire gli interventi delle associazioni è stata la presidente nazionale di Enpa, Giusy D’Angelo, che ha ricondotto il dibattito sulla riforma della caccia a una riflessione più ampia sul rapporto tra l’uomo, gli animali e l’ambiente.

«La morte degli animali è anche la nostra estinzione», ha dichiarato D’Angelo. «La fauna selvatica non è un ostacolo da eliminare, ma un patrimonio essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi e per la nostra stessa sopravvivenza. Per questo la caccia oggi non ha e non può avere alcuna giustificazione.»

La presidente nazionale di Enpa ha denunciato una visione della gestione faunistica fondata esclusivamente sulle uccisioni, a discapito della scienza, della prevenzione e della tutela della biodiversità.

«Non possiamo continuare ad assistere a una logica dello “spara tutto”. In questa riforma non c’è spazio per la scienza, non c’è rispetto per gli animali, non c’è valorizzazione della biodiversità. Oggi sappiamo che gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare dolore e sofferenza, e non possiamo ignorare questa consapevolezza.»

D’Angelo ha inoltre richiamato l’attenzione sulle conseguenze ambientali dell’espansione dell’attività venatoria.

«Quando si parla di caccia si pensa giustamente subito agli animali uccisi, ma il problema è molto più ampio. Pensiamo all’inquinamento da piombo disperso nei boschi, nei campi, nei corsi d’acqua, ai danni agli ecosistemi, ai rischi per la fauna e per la salute dell’ambiente. Sono conseguenze destinate a durare nel tempo e delle quali troppo spesso nessuno parla.»

Nel suo intervento la presidente di Enpa ha infine sottolineato anche il valore sociale e culturale della tutela degli animali.

«Viviamo in una società che deve contrastare ogni forma di violenza e di aggressività. Non possiamo trasmettere l’idea che l’uccisione rappresenti una risposta accettabile ai problemi. La nostra Costituzione tutela la biodiversità e gli animali come patrimonio di tutti. Difendere la fauna selvatica significa difendere anche il futuro delle persone. Dobbiamo imparare a convivere con la natura, non ad ucciderla.»

Al termine della conferenza stampa, tutte le associazioni presenti hanno espresso solidarietà all’on. Michela Vittoria Brambilla per gli attacchi ricevuti da parte del mondo venatorio e hanno ribadito la volontà di proseguire, con determinazione e unità, la mobilitazione contro una riforma che ritengono incompatibile con i principi costituzionali, con il diritto europeo e con una moderna cultura della tutela degli animali e della biodiversità.

Facebook
Twitter
LinkedIn