Caccia: Associazioni scoprono lettera dell’Ue tenuta nascosta dal Governo che boccia il Ddl in discussione al Senato

Le associazioni ENPA, LAC, LAV Legambiente, LIPU e WWF Italia sono venute in possesso di una lettera ufficiale della Commissione europea, inviata già a dicembre 2025 al Governo italiano e finora volutamente ignorata dalla maggioranza, che boccia duramente parti fondamentali del disegno di legge n. 1552 di stravolgimento della legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica – bene costituzionalmente protetto – per favorire il mondo venatorio con una serie di concessioni ingiustificabili, dannose e illegittime.

Il documento evidenzia gravi violazioni delle Direttive Uccelli e Habitat, che riguardano l’ossatura stessa del DDL tra cui: estensione della caccia fuori stagione; indebolimento del parere scientifico di ISPRA; uso di visori ottici; liberalizzazione dei richiami vivi con rischi concreti di bracconaggio e traffici illegali.

Nonostante questi chiari rilievi dell’Unione europea, il Governo non solo non ha fatto alcun cenno all’esistenza della nota, ma non ne ha tenuto conto in alcun modo, lasciando proseguire l’iter parlamentare, giunto quasi al termine dell’esame del Senato. Il testo è stato inoltre aggravato da numerosi emendamenti presentati dalla maggioranza, tutti mirati a fare ulteriori concessioni alle lobby venatorie e a quella parte delle associazioni agricole che intendono sfruttare anche la caccia come strumento per ottenere profitti, a scapito dei veri interessi di migliaia di agricoltori e non tenendo conto del sentire comune, mentre sono state respinte tutte le modifiche migliorative presentate dall’opposizione.

«Siamo davanti a un comportamento gravissimo del Governo- dichiarano le associazioni – Il fatto che la Commissione europea sia intervenuta ancor prima dell’entrata in vigore della legge in una materia come la caccia non è usuale e conferma la pericolosità di quanto contenuto nel ddl. Nonostante ciò l’Esecutivo sapeva ed è rimasto fermo. Hanno continuato ad accusare noi di diffondere fake news mentre provavano a nascondere e mascherare la verità e oggi sono stati ancora una volta clamorosamente smentiti. Un atto irresponsabile che antepone gli interessi elettorali alla tutela dei beni comuni, esponendo l’Italia a nuove procedure d’infrazione col serio rischio di far pagare ai cittadini – la stragrande maggioranza contrari alla caccia – i costi di eventuali sanzioni».

Le associazioni chiedono lo stop immediato del provvedimento e la cancellazione delle norme censurate dalla Commissione europea, prima che il Parlamento approvi una legge palesemente illegittima e dannosa per tutti.

Facebook
Twitter
LinkedIn