Un piccolo di gallinella d’acqua è stato salvato nelle scorse ore dai volontari dell’Enpa di Brescia dopo essere rimasto intrappolato a causa di un intervento di pulizia delle rive in una zona umida del territorio.
La famiglia del giovane volatile aveva scelto quel tratto di vegetazione fitta come rifugio, un ambiente naturale che garantiva protezione dai predatori e dalle intemperie. Tuttavia, le operazioni di ripulitura dell’area – seppur probabilmente ben intenzionate – hanno modificato drasticamente l’habitat, costringendo gli animali alla fuga. Uno dei piccoli non è riuscito a mettersi in salvo in tempo e si è trovato isolato, in evidente pericolo.
È stato necessario un intervento di recupero da parte dei soccorritori per garantire la sopravvivenza del pulcino, descritto affettuosamente come un “batuffolo arrabbiatissimo”. Attualmente si trova al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS), dove riceverà le cure necessarie prima di un eventuale rilascio in natura. Il resto della famiglia è sotto monitoraggio da parte dei volontari.
L’episodio è stato l’occasione per lanciare un messaggio chiaro: gli interventi ambientali devono essere pianificati con maggiore consapevolezza, soprattutto in ambienti delicati come zone umide, dove anche una semplice operazione di taglio o sfalcio può causare danni gravi e irreversibili alla fauna selvatica.
“Quelle che spesso vengono considerate erbacce o vegetazione disordinata sono in realtà habitat preziosi per molte specie”, ricorda l’Enpa di Brescia. “Fra i canneti e i cespugli si nascondono nidi, uova, cuccioli. E non sempre c’è una seconda possibilità”.
La Protezione Animali invita quindi amministrazioni e operatori a programmarsi nel rispetto dei cicli biologici della fauna selvatica e a consultare esperti prima di effettuare lavori in ambienti naturali, soprattutto nei periodi di nidificazione.


