Bracconaggio in Trentino, l’Enpa di Rovereto denuncia due casi in Procura

Due episodi gravissimi, a distanza di pochi giorni, riportano il Trentino al centro della cronaca nera legata al bracconaggio. L’Enpa di Rovereto ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica dopo l’uccisione di un’orsa adulta e, poco dopo, di un cucciolo scuoiato e abbandonato nel parco giochi di Fondo, in Val di Non.

Un’orsa fucilata a Caldes

Il primo caso riguarda una femmina adulta, trovata morta a Caldes, in bassa Val di Sole. Gli accertamenti hanno confermato che è stata colpita da colpi di fucile. Restano però molti interrogativi: da quale distanza sono stati esplosi i colpi? Con quale arma? L’orsa era accompagnata da cuccioli ancora in allattamento e, se sì, che fine hanno fatto?

Domande che l’associazione animalista ha formalizzato con una richiesta di accesso agli atti alla Provincia autonoma di Trento, sottolineando la necessità di trasparenza su un episodio che scuote profondamente l’opinione pubblica.

Un cucciolo scuoiato in un parco giochi

Il secondo episodio, ancora più inquietante, riguarda un cucciolo di orso ucciso e scuoiato. La sua pelle è stata lasciata nel parco giochi di Fondo, luogo frequentato da famiglie e bambini.

Per l’Enpa di Rovereto non si tratta soltanto di crudeltà contro un animale indifeso, ma di un vero e proprio atto intimidatorio: “Le vittime sono state il piccolo orso e i bambini che avrebbero potuto imbattersi nello sconvolgente ritrovamento, con il chiaro intento di lanciare un messaggio minaccioso all’intera comunità”, spiega l’associazione.

La politica nel mirino

“Assistiamo da troppo tempo a reati indegni di questo territorio, che sembra di non riconoscere più. Dove sono i Trentini rispettosi delle leggi, che di questo rispetto hanno sempre fatto un segno distintivo di civiltà?”, si chiede l’Enpa.

Intanto, a novembre, il Parlamento europeo discuterà la petizione promossa dall’eurodeputata Cristina Guarda e sostenuta da alcune delle principali associazioni protezioniste, tra cui l’ENPA, per fermare la legge provinciale che autorizza l’abbattimento fino a otto orsi all’anno. Una norma che le associazioni definiscono “scientificamente priva di fondamento”.

La richiesta: gestione allo Stato

Secondo l’Enpa di Rovereto, la gestione degli orsi non può più restare in capo alla Provincia autonoma: “Gli orsi sono patrimonio indisponibile dello Stato, ed è allo Stato che deve tornare la loro tutela. La PAT ha reintrodotto questi animali e ora ha il dovere di garantire una convivenza possibile, con le dovute attenzioni, senza ricorrere alla violenza e all’inerzia che stiamo vedendo”.

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