Bolzano, il Tar accoglie la sospensiva chiesta da Enpa: per ora il lupo è salvo

Accolta la richiesta presentata nell’ambito del ricorso contro il provvedimento della Provincia autonoma di Bolzano. La presidente nazionale Giusy D’Angelo: «Le uccisioni non sono mai una soluzione. La strada è quella della prevenzione e della convivenza».

Bolzano, 16 ottobre 2026 – Il Tar di Bolzano ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dall’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) nell’ambito del ricorso contro il provvedimento con cui la Provincia autonoma di Bolzano aveva autorizzato l’uccisione di un lupo in seguito ad alcune predazioni ai danni di animali d’allevamento.

L’Associazione aveva contestato il provvedimento sottolineando come le predazioni fossero avvenute in situazioni caratterizzate dalla grave carenza di adeguate misure di prevenzione. Inoltre, la Provincia aveva autorizzato l’uccisione di un lupo senza individuare uno specifico esemplare responsabile degli episodi contestati. Una decisione che Enpa ha ritenuto priva di fondamento scientifico e contraria ai principi di tutela e convivenza con la fauna selvatica.

«Esprimiamo grande soddisfazione per questa decisione del Tar, che per ora salva la vita a un lupo», dichiara Giusy D’Angelo, presidente nazionale Enpa. «Contestiamo l’uccisione dei lupi anche sul piano scientifico, perché non rappresenta una soluzione ai problemi di convivenza tra attività umane e fauna selvatica. La risposta giusta alle predazioni deve essere sempre la prevenzione, attraverso strumenti adeguati e una gestione attenta del territorio. La vita degli animali selvatici non può essere sacrificata per affrontare problemi che richiedono invece competenza, responsabilità e interventi concreti».

Per Enpa, la strada da seguire per ridurre il rischio di predazioni negli allevamenti di montagna è quella di una gestione attenta dei pascoli, accompagnata da strumenti di prevenzione adeguati. Misure che, quando vengono applicate correttamente e sulla base delle conoscenze scientifiche, possono eliminare o ridurre sensibilmente gli episodi di predazione.

È fondamentale, inoltre, che gli allevatori siano sostenuti attraverso il supporto dei tecnici del Corpo forestale provinciale e di esperti del settore, insieme a sistemi di indennizzo rapidi e adeguati per i danni subiti.

«La convivenza è possibile, ma richiede impegno, competenze e responsabilità», prosegue D’Angelo. «Occorre investire nella corretta gestione dei pascoli, nella prevenzione e nel sostegno agli allevatori. Gli strumenti esistono e hanno dimostrato di funzionare quando vengono utilizzati in modo serio e continuativo. Le uccisioni, invece, non risolvono i problemi, così come non li risolvono gli allarmismi e la disinformazione».

L’Ente Nazionale Protezione Animali è da sempre impegnato nella difesa dei lupi, in Trentino, in Veneto e in Alto Adige, nella convinzione che la biodiversità rappresenti la base dell’equilibrio della natura e della stessa esistenza umana.

«Difendiamo il diritto alla vita degli animali selvatici, sancito anche dall’articolo 9 della nostra Costituzione»,conclude la presidente nazionale Enpa. “Il lupo è parte integrante dei nostri ecosistemi e deve essere tutelato. Non possiamo accettare che la sua presenza venga affrontata attraverso provvedimenti di uccisione anziché attraverso politiche di prevenzione e convivenza».

Anche l’avvocata Valentina Stefutti, che assiste Enpa nel procedimento davanti al Tar di Bolzano, ha sottolineato come il lupo continui a godere, secondo il diritto nazionale, di un livello particolarmente elevato di protezione e come, nel caso specifico, il Tribunale amministrativo abbia ritenuto insussistenti i presupposti per procedere alla sua uccisione.

La decisione del Tar sospende per il momento l’efficacia del provvedimento provinciale, impedendo l’uccisione del lupo in attesa dei successivi sviluppi del procedimento.

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