Bisceglie, emergenza gattini: l’appello dell’Enpa tra abbandoni e richieste di aiuto

Con l’arrivo della primavera torna puntuale anche l’emergenza legata ai cuccioli abbandonati. A lanciare l’allarme è l’Enpa di Bisceglie, che segnala un’impennata di segnalazioni e richieste di intervento.

«Abbiamo trovato dei gattini, cosa facciamo?» oppure «Ho trovato un gattino ma non posso tenerlo»: sono solo alcune delle richieste che i volontari ricevono quotidianamente. In molti casi, raccontano dall’associazione, si tratta di cuccioli appena nati, ritrovati in condizioni critiche, talvolta abbandonati persino nei sacchetti dell’immondizia, ancora con la placenta attaccata.

Si tratta del periodo più complesso dell’anno per chi opera sul territorio. I volontari si trovano a fronteggiare un numero crescente di nascite incontrollate e abbandoni, sia nei centri urbani sia nelle campagne, con una presenza sempre più frequente di cuccioli lasciati nelle isole ecologiche o lungo le strade.

Uno degli ultimi interventi risale a domenica pomeriggio, quando quattro gattine di circa un mese sono state recuperate all’interno di un mobile in una villa di campagna. Le persone che le avevano trovate non erano disponibili a ospitarle temporaneamente. I piccoli sono stati visitati il giorno successivo e, fortunatamente, risultano in buone condizioni di salute: sono già svezzati e in grado di utilizzare la lettiera.

Nel frattempo, la Sezione si trova a gestire anche altre situazioni delicate. Il 9 aprile una gatta, Cherie, ha dato alla luce quattro cuccioli e necessita di un adeguato supporto alimentare per poterli allattare.

Per questo motivo, l’ENPA di Bisceglie ha avviato una raccolta di aiuti, chiedendo donazioni di cibo specifico per gattini – in particolare prodotti “baby & mother” – oppure contributi economici per sostenere le spese veterinarie e di mantenimento.

Chi fosse interessato alle adozioni può contattare direttamente l’associazione tramite i canali social. I gattini si trovano a Bisceglie, ma per adozioni ritenute idonee è previsto il trasferimento verso il centro e il nord Italia tramite staffette autorizzate.

Un’emergenza che si ripete ogni anno e che, sottolineano i volontari, potrebbe essere contenuta con maggiore responsabilità e prevenzione. Nel frattempo, l’appello resta aperto: serve il contributo di tutti per garantire una possibilità di vita a questi animali.

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