L’Ente Nazionale Protezione Animali attraverso la sua sezione di Roma, insieme ad Animalisti Italiani, LNDC Animal Protection, Organizzazione Internazionale Protezione Animali e Lega Anti Vivisezione, si sono date appuntamento il 30 gennaio 2025, alle ore 18:30, davanti al Circo Rolando Orfei di Capannelle (Via Appia Nuova, 1257, Roma) per dire ancora una volta basta al circo con gli animali. L’obiettivo del presidio, organizzato dai giovani del Partito Democratico, è sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni contro lo sfruttamento degli animali nei circhi e chiedere l’attuazione della legge che dovrebbe portare alla dismissione di questa pratica crudele e anacronistica.
Un confronto tra Italia ed Europa
«È inaccettabile che l’Italia sia ancora ancorata a una legge del 1968, mentre in Europa 27 Paesi hanno già vietato o limitato i circhi con animali. La Grecia e Malta, per esempio, li hanno banditi completamente, mentre Paesi come Austria, Belgio, Croazia, Svezia e Regno Unito hanno imposto restrizioni severe», dichiara Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa. «Non possiamo tollerare che il nostro Paese resti indietro rispetto a questo cambiamento epocale. L’Italia ha già approvato nel 2022 il nuovo Codice dello Spettacolo, che prevedeva un periodo di transizione per eliminare l’uso degli animali nei circhi, ma la sua attuazione è stata posticipata e continua a essere rimandata. Se fosse stata applicata subito, oggi i circhi italiani sarebbero già privi di animali».
Un appello al boicottaggio
L’Enpa lancia un chiaro messaggio: «Circo con animali? No, grazie! Invitiamo tutti i cittadini a boicottare ogni spettacolo che sfrutta gli animali», sottolinea l’associazione. «Non è educativo per i bambini vedere animali costretti a esibirsi in numeri innaturali, come elefanti in equilibrio su palloni o tigri che saltano attraverso cerchi infuocati. Questo tipo di spettacoli trasmette un messaggio sbagliato: gli animali non sono oggetti di intrattenimento».
Gli animali nei circhi, infatti, trascorrono la maggior parte del tempo in gabbie anguste o in spazi che non permettono loro di esprimere i propri comportamenti naturali. Inoltre, i continui spostamenti da una città all’altra causano stress fisico e psicologico. Come ampiamente documentato anche dalla Federazione Europea dei Veterinari (FEV) «gli animali selvatici utilizzati nei circhi mantengono gli stessi bisogni naturali dei loro simili in natura, bisogni che non possono essere soddisfatti in un circo itinerante».
Un’occasione per dire basta
Il presidio del 30 gennaio sarà un’occasione per ribadire la richiesta di abolire definitivamente l’uso degli animali nei circhi. «L’Italia è pronta per un circo senza crudeltà, che valorizzi il talento umano senza ricorrere allo sfruttamento degli animali. Adesso spetta alle istituzioni fare la propria parte e dimostrare che il nostro Paese è capace di evolversi», conclude l’Enpa.


