Bassottina picchiata, Enpa presenta denuncia. Chiesto il sequestro del cane. Ofelia sta meglio: tolto secondo drenaggio

L’Ente Nazionale Protezione Animali ha presentato formale denuncia, tramite il proprio ufficio legale, contro l’uomo che ha aggredito con inaudita violenza Ofelia, una bassottina di 12 anni, a Figline Valdarno. È stato chiesto il sequestro preventivo dell’animale per garantirne la completa tutela.

Il responsabile, un trentenne, è stato fermato grazie al pronto intervento della compagna e di un amico. Ofelia è stata strappata a quella violenza cieca, presa in carico dai Carabinieri, poi affidata all’Enpa di Valdarno e ricoverata d’urgenza presso una clinica veterinaria di Arezzo convenzionata con l’associazione.

COME STA OFELIA

Il quadro clinico all’arrivo era drammatico: contusione polmonare, emorragia toracica, contusioni addominali, ipotermia, collasso con insufficienza renale, ematomi diffusi e dolori in tutto il corpo. Dopo dieci giorni di terapie intensive, ieri è stato possibile rimuovere anche il secondo drenaggio.

La prognosi resta riservata, ma Ofelia sta mostrando una volontà di vivere straordinaria. “La speranza di una ripresa è appesa a un filo – sottolineal’Enpa di Valdarno– ma continueremo a fare tutto il possibile per garantirle cure, protezione e futuro.”

COSA DICE LA LEGGE

Enpa richiama l’attenzione sulla nuova normativa entrata in vigore il 1° luglio 2025, che prevede pene più severe per i reati di maltrattamento e uccisione di animali. Le sanzioni ora includono:

•    Reclusione fino a 5 anni nei casi più gravi

•    Multe elevate

•    Interdizione temporanea o definitiva dalla custodia di animali

 

“Ci troviamo davanti a un atto di violenza inaccettabile, crudele, per cui chiediamo che venga applicata con rigore la nuova legge – dichiara Enpa –. Chi si accanisce su un essere indifeso deve rispondere con la massima severità possibile.”

COSA SUCCEDERÀ ORA

L’associazione ha già attivato tutte le sue strutture legali e seguirà con la massima attenzione sia l’evoluzione clinica di Ofelia sia l’iter giudiziario del caso. L’obiettivo è uno solo: ottenere giustizia piena e concreta, senza sconti per chi ha commesso questo crimine.

«Quello che è accaduto – afferma Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa – è di una crudeltà inaccettabile, ma la risposta civile e solidale arrivata da cittadini, istituzioni e media dimostra che l’indifferenza non ha vinto. Ofelia è una combattente e noi saremo al suo fianco fino all’ultimo giorno, in tribunale e nella vita. A chi si rende colpevole di queste atrocità diciamo con forza: non c’è più spazio per la violenza sugli animali. Non passerà sotto silenzio, né resterà impunita.»

GRAZIE A TUTTI

Enpa ringrazia le autorità per la collaborazione, la clinica veterinaria per la professionalità dimostrata e le decine di cittadini che hanno chiamato per offrire aiuto o proporsi per un’eventuale adozione. Quando Ofelia sarà fuori pericolo, ci auguriamo per lei una nuova vita, finalmente al sicuro, in una casa dove potrà ricevere solo ciò che merita: amore, cure e rispetto.

 

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