Un cane ferito da colpi di fucile è stato salvato nei pressi della Fiumara di Barletta grazie al pronto intervento di un cittadino e dei volontari dell’Enpa di Barletta. Ora è fuori pericolo, ma nessuno si è ancora offerto di ospitarlo temporaneamente.
Il ritrovamento e il soccorso
Sabato pomeriggio un cittadino di Barletta ha notato il cane in difficoltà nei pressi della Fiumara. L’animale riusciva a sollevarsi a fatica, ma dopo pochi passi si accasciava al suolo. Il cittadino, sensibile alla situazione e già proprietario di cani, ha immediatamente contattato Annarita Distaso dell’Enpa di Barletta.
“Mi ha spiegato di aver trovato un cane che si sollevava a malapena – racconta Distaso – Ho chiesto subito di trasportarlo dal nostro veterinario convenzionato, Marcella Rosato. Non ci aspettavamo quello che poi abbiamo visto con le lastre”.
Ferito da colpi di fucile
Durante la visita veterinaria, la scoperta choc: il cane aveva diversi pallini di fucile nel corpo. “Abbiamo riscontrato pallini nella colonna vertebrale, nel gomito e sul sedere – spiega Distaso – Per fortuna sono piccoli e non sembrano essere la causa diretta delle difficoltà motorie del cane, ma resta una situazione grave”.
Nonostante le ferite, il cane si è mostrato docile e collaborativo. “È molto buono – sottolinea Distaso – Non è il classico cane inavvicinabile della Fiumara”.
Un problema che richiede attenzione
Il cane, che è stato chiamato “Libero”, ora è in fase di recupero e si attendono i risultati delle analisi del sangue per valutarne lo stato di salute complessivo. Una volta terminata la cura, entrerà nel canile di Barletta, poiché nessuno si è fatto avanti per offrire uno stallo temporaneo.
Ma l’episodio solleva interrogativi più ampi. “Non sembra essere un caso isolato – avverte Distaso – È una situazione che va risanata e attenzionata. Chiediamo all’amministrazione comunale di monitorare con maggiore attenzione la zona della Fiumara, prima che accada qualcosa di più grave”.
I volontari dell’Enpa, stanchi e preoccupati, continuano a battersi per la tutela degli animali sul territorio. “Serve un intervento concreto – conclude Distaso – per evitare che situazioni come questa si ripetano”.


