Barboncini Castelfranco di Sotto, la Procura di Pisa ricorre in Cassazione contro il dissequestro. Enpa: una decisione che va nella direzione chiesta da migliaia di cittadini

Nuovo sviluppo giudiziario nel caso dell’allevamento di barboncini sequestrato a Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa. La Procura della Repubblica di Pisa ha infatti presentato ricorso in Cassazione contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva disposto il dissequestro e la restituzione degli animali.

Il Pubblico Ministero, dottoressa Miriam Pamela Romano, ha chiesto alla Suprema Corte l’annullamento del provvedimento, ritenuto affetto da un “evidente vizio di motivazione” e fondato, secondo la Procura, su argomentazioni “illogiche e contraddittorie”.

L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza, aveva portato nei mesi scorsi al sequestro dell’allevamento, dove sarebbero state riscontrate numerose irregolarità edilizie: manufatti abusivi, platee in calcestruzzo, box, teloni e un modulo abitativo con scarichi e pozzo realizzati senza autorizzazioni e nonostante il parere contrario della Regione Toscana.

Ma il cuore dell’indagine riguarda soprattutto le condizioni dei 101 cani presenti nella struttura. Secondo quanto contestato dagli inquirenti, gli animali sarebbero stati detenuti in condizioni incompatibili con il loro benessere, con situazioni di forte sovraffollamento — fino a 11 cani per recinto — e in ambienti ritenuti non idonei sotto il profilo sanitario ed etologico.

Nelle relazioni redatte dai veterinari dell’ASL Toscana Centro e dai tecnici dell’Ente Nazionale Protezione Animali si parla di una situazione di “sofferenza psico-fisica diffusa e non occasionale”, legata anche a pratiche di riproduzione intensiva. Tra gli episodi contestati figurano inoltre presunti maltrattamenti e lesioni, compresi interventi di conchectomia su due cani da pastore effettuati per finalità estetiche, oltre a ferite e patologie che, secondo l’accusa, non sarebbero state adeguatamente curate.

Il ricorso presentato dalla Procura rappresenta uno dei punti centrali sollevati da ENPA attraverso la petizione pubblica lanciata nei giorni scorsi, nata proprio per chiedere il massimo livello di tutela per i cani coinvolti nel procedimento.

“Accogliamo con attenzione la decisione della Procura di ricorrere in Cassazione”, dichiara ENPA. “È una scelta che va nella direzione richiesta dagli oltre 6.800 cittadini che hanno già sottoscritto la nostra petizione chiedendo che tutte le valutazioni continuino a mettere al centro il benessere degli animali e gli elementi raccolti nel corso delle indagini”.

Attraverso la petizione, indirizzata alla Procura della Repubblica di Pisa, al Comune di Castelfranco di Sotto e alla ASL Toscana Centro, ENPA chiede che vengano mantenuti elevati livelli di attenzione e controllo sulle condizioni di custodia, gestione e collocazione degli animali e che proseguano gli accertamenti veterinari ed etologici già avviati.

“Il benessere animale non riguarda soltanto l’assenza di malattia fisica”, sottolinea l’associazione, “ma comprende anche la tutela delle esigenze comportamentali, relazionali ed emotive degli animali, come riconosciuto dalla normativa e dalla crescente sensibilità sociale”.

“La nostra iniziativa nasce nel pieno rispetto del procedimento giudiziario in corso e della presunzione di non colpevolezza”, conclude ENPA. “Ma riteniamo doveroso dare voce ai tantissimi cittadini che chiedono trasparenza, attenzione e tutela per animali che meritano protezione e rispetto”.

FIRMA LA PETIZIONE: https://enpa.org/petizione-pisa/

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