Associazioni a Pichetto Fratin: “Giù le mani dei cacciatori dal lupo. Il Ministro garantisca l’autonomia dell’ISPRA dalle smanie venatorie”.

Le associazioni ENPA, LAC, LAV, LIPU E WWF ITALIA hanno scritto una lettera al Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin chiedendo che venga respinta con fermezza la richiesta avanzata da Federcaccia per la realizzazione da parte di ISPRA di “corsi di abilitazione”, finalizzati al coinvolgimento diretto dei cacciatori nella possibile gestione futura (abbattimenti) della specie in Italia.

“Chiediamo al Ministro dell’Ambiente di garantire l’autonomia dell’ente scientifico pubblico, italiano, riconosciuto a livello internazionale, respingendo qualunque tentativo da parte del mondo della caccia – portatore di interesse privato – di essere protagonista della gestione del lupo.

La “questione lupo” è da tempo al centro di dibattiti pubblici e politici ed è troppo spesso cavalcata per ottenere consensi e visibilità. Il conflitto tra lupo e attività umane va affrontato con logica e adeguate conoscenze scientifiche. Qualsiasi forma di gestione non può passare dal mondo venatorio.

Ribadiamo che la strada maestra per la mitigazione dei conflitti è e deve continuare ad essere investire nella prevenzione dei danni, unica strategia efficace sul medio-lungo termine, a differenza dei prelievi che dove effettuati si dimostrano il più delle volte inefficaci a diminuire le predazioni sul bestiame.

Il declassamento dello stato di protezione della specie ha generato incomprensibilmente posizioni di entusiasta attesa da parte di gran parte del mondo venatorio, come si legge sui siti del settore, e come è stato chiaramente evidenziate ad EOS, la fiera delle armi tenutasi di recente a Parma, quando già era stata ventilata questa assurda richiesta, oggi formalizzata con un esplicito documento ad ISPRA.

ISPRA, istituto tecnico-scientifico di riferimento a livello nazionale, deve perseguire la sua finalità di tutela e ricerca ambientale in maniera autonoma e non può mettersi al servizio del mondo venatorio e degli interessi privati per la gestione della specie.

Un aspetto che occorre chiarire a Federcaccia e alle lobby venatorie è che il declassamento del livello di protezione del lupo non equivale all’apertura della caccia a questa specie. La gestione delle specie non compete ai cacciatori.

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