Anche in Trentino torna l’allarme bracconaggio: due lupi trovati morti, indagini in corso

Torna l’ombra del bracconaggio in Trentino, dove nel giro di pochi giorni sono stati rinvenuti due lupi morti in circostanze ancora da chiarire. Episodi distinti, ma ravvicinati nel tempo e nello spazio, che alimentano sospetti e preoccupazioni. A lanciare l’allarme è l’Enpa di Rovereto, che chiede accertamenti rapidi e approfonditi.

Il primo caso si è verificato a metà aprile a San Martino di Castrozza. Accanto al corpo dell’animale è stato trovato un boccone sospetto e i segni di rigurgito farebbero pensare a un possibile avvelenamento. Elementi che, pur non costituendo ancora una prova, rafforzano l’ipotesi di un atto illecito.

Pochi giorni dopo, un secondo lupo è stato rinvenuto senza vita a Vigo Lomaso, a breve distanza da un episodio avvenuto a Comano Terme, dove un gruppo di pecore era stato attaccato da un branco già noto nella zona. In quel caso, secondo quanto emerso, il recinto elettrificato non era funzionante. La coincidenza temporale e geografica tra gli eventi rende ora prioritario chiarire se vi sia un collegamento.

Le cause della morte dei due animali non sono ancora state accertate ufficialmente. Ma il sospetto di episodi di bracconaggio si fa sempre più concreto, inserendosi in un quadro nazionale già critico. In Abruzzo, negli ultimi mesi, si è registrato un numero particolarmente elevato di uccisioni di lupi, un dato che contribuisce ad alzare il livello di attenzione anche in altre regioni.

Secondo l’Enpa di Rovereto, è fondamentale fare chiarezza in tempi rapidi, non solo per accertare eventuali responsabilità, ma anche per tutelare l’immagine di un territorio che si è sempre distinto per il rispetto dell’ambiente. A preoccupare è anche il clima che si respira online, dove sempre più spesso compaiono messaggi violenti contro i grandi carnivori, con inviti espliciti alla loro eliminazione.

«Non possiamo considerare questi segnali come marginali», sottolinea l’associazione. «Le uccisioni illegali fanno temere che la violenza non sia soltanto verbale».

Da qui la richiesta alle autorità competenti: verifiche rapide sui due casi e, qualora venga confermata la natura dolosa delle morti, indagini tempestive per individuare i responsabili. Per l’Enpa di Rovereto, chi compie atti di questo tipo rappresenta un pericolo non solo per la fauna selvatica, ma per l’intera comunità.

In un contesto ambientale già fortemente alterato dall’intervento umano, la tutela della fauna selvatica resta una questione centrale. Anche perché, come ricordano gli animalisti, gli animali selvatici rappresentano oggi una quota minima rispetto a quelli allevati dall’uomo. Un equilibrio fragile che episodi come questi rischiano di compromettere ulteriormente.

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