Una storia a lieto fine arriva dal Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’Enpa di Savona. Protagonista: un’anatra selvatica soccorsa in condizioni critiche lo scorso 14 settembre, a Varazze, da una giovane cittadina che ha subito segnalato il caso ai volontari.
L’animale era stato avvistato con una lenza da pesca avvolta attorno alla bocca, alle ali e alle zampe, incapace di muoversi o alimentarsi. Una volta arrivata al Cras, la situazione è apparsa subito drammatica: la lingua era quasi recisa, la bocca gonfia e priva di irrorazione sanguigna.
“Abbiamo subito rimosso la lenza e iniziato il trattamento con antidolorifici, antibiotici e alimentazione forzata”, spiegano i volontari Enpa. “Le condizioni erano gravi, ma non abbiamo mai smesso di sperare”.
Per oltre 40 giorni, l’anatra è stata assistita quotidianamente con cure intensive. Una riabilitazione lunga e delicata, che ha richiesto dedizione costante da parte dello staff del centro. Alla fine, il recupero: l’animale è stato dichiarato idoneo al rilascio.
A chiudere il cerchio è stata la stessa ragazza che aveva dato l’allarme: si è offerta di accompagnare l’anatra sul luogo del ritrovamento e di monitorarla quotidianamente nel suo habitat naturale.
Un appello per sostenere il Cras
L’Enpa di Savona coglie l’occasione per ricordare l’importanza del lavoro svolto dai centri di recupero e lancia un appello a chi desidera contribuire:
“Ogni giorno curiamo animali feriti, vittime dell’uomo o di attività irresponsabili come la pesca abbandonata. Se volete sostenerci, potete farlo attraverso una donazione: il vostro aiuto può fare la differenza”.
La vicenda dell’anatra di Varazze è solo una delle tante gestite dai volontari del CRAS, un punto di riferimento insostituibile per la fauna selvatica in difficoltà nella provincia di Savona.


