Con l’arrivo della primavera, è iniziato il periodo più critico per la fauna selvatica, in particolare per i piccoli uccelli. A lanciare l’allarme è l’Enpa di Brescia, impegnata in queste settimane in una serie di interventi di recupero di pulli e implumi – ovvero cuccioli di uccelli ancora privi di piume – in collaborazione con la Polizia Provinciale.
Il problema nasce dalle potature indiscriminate di siepi e alberi, spesso effettuate proprio nel momento in cui i nidi sono occupati da piccoli in fase di crescita. “Il taglio – spiegano i volontari – rende i nidi vulnerabili, mette in fuga gli adulti e spesso porta all’abbandono dei piccoli, lasciati senza protezione e senza possibilità di sopravvivere”.
In molti casi, i nidi vengono spostati nella speranza che i genitori tornino, ma questo gesto – pur animato da buone intenzioni – finisce spesso per essere una condanna a morte per i piccoli.

L’Enpa ricorda che esiste un tempo adatto per ogni intervento sul verde. “Potare è legittimo – spiegano – ma va fatto nei periodi giusti e con attenzione. Basta poco: un controllo prima del taglio, un po’ di informazione e rispetto per la vita selvatica possono fare la differenza”.
Cosa fare in caso di ritrovamento di nidi o piccoli uccelli:
•Non toccare o spostare il nido, se possibile limitarsi a monitorare la situazione da lontano.
•Contattare subito le autorità competenti (come la Polizia Provinciale) o centri di recupero fauna selvatica
•Evitare il “fai da te”: spostare un nido o cercare di accudire un pulcino senza competenze specifiche può causare più danni che benefici.
Con la stagione riproduttiva in pieno corso, l’invito dell’Enpa è a diffondere la cultura del rispetto per la natura urbana, dove anche un cespuglio può essere casa per nuove vite.


