Al Cras Enpa di Genova un 2025 da record: accolti 3.070 animali selvatici

Tremilasettanta ingressi in dodici mesi. È il numero che segna il bilancio 2025 del Centro Recupero Animali Selvatici di Enpa Genova, un dato che conferma la struttura come punto di riferimento per l’intera provincia e per la regione.

Un anno intenso, fatto di soccorsi, cure e reintroduzioni in natura. Dietro le cifre ci sono storie di animali feriti, pulli caduti dal nido, esemplari investiti o trovati in difficoltà nei contesti urbani e periurbani.

Rondoni in testa

La specie più rappresentata è quella dei rondoni. Sommando rondone comune (500 esemplari), rondone pallido (45), rondone maggiore (4) e un raro rondone indiano, si arriva a 550 individui complessivi. Un dato che fotografa un fenomeno noto: durante la stagione estiva, complice il caldo e le ristrutturazioni edilizie, molti giovani finiscono a terra e vengono recuperati dai cittadini.

Al secondo posto si colloca il gabbiano reale con 245 ingressi, seguito dalla tortora dal collare (195). Numeri importanti anche per merlo (185), riccio (157), passera d’Italia (94), capinera (89) e gazza (88).

Rapaci, spicca il gufo reale

Tra i rapaci guida la civetta con 53 ingressi, seguita dal gheppio (48) e dall’assiolo (24). Il 2025, però, sarà ricordato anche come l’anno del gufo reale: sette esemplari accolti, un numero considerato impensabile fino a pochi anni fa per una specie così elusiva.

Mammiferi e pipistrelli

Nei mammiferi domina il riccio (157), seguito dal capriolo (84) e dal ghiro (67). Da segnalare anche il dato sui pipistrelli: 141 ingressi complessivi, con il pipistrello di Savi in testa (50 esemplari).

E non manca il record per le volpi: 24 ingressi nell’arco dell’anno.

Una rete che funziona

Per Enpa Genova, il dato complessivo non è solo una statistica. È il risultato di una rete fatta di cittadini che segnalano, volontari che intervengono, veterinari e operatori che garantiscono assistenza quotidiana.

L’aumento degli ingressi conferma da un lato la pressione crescente sulla fauna selvatica, dall’altro la fiducia nel centro come presidio operativo sul territorio.

Archiviato un 2025 da record, lo sguardo è già rivolto al prossimo anno. L’obiettivo resta lo stesso: garantire soccorso, cura e, quando possibile, il ritorno in libertà.

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