Un cuculo ferito e fortemente debilitato è stato recuperato nei giorni scorsi in una frazione di Davagna (Genova) e affidato alle cure del Cras Enpa di Genova, dove i veterinari e i volontari stanno lavorando per stabilizzarlo e consentirgli, se possibile, di tornare un giorno in libertà.
L’animale, un esemplare di Cuculus canorus, presentava una frattura a un’ala ed evidenti condizioni di sofferenza al momento del recupero. Attualmente si trova ricoverato presso il Centro Recupero Animali Selvatici dell’Enpa genovese, dove viene monitorato costantemente.
Il cuculo è una delle specie migratrici più affascinanti presenti in Europa ed è noto soprattutto per il suo caratteristico canto primaverile. Ma è anche un animale spesso poco compreso, a causa della sua particolare strategia riproduttiva: le femmine depongono infatti le proprie uova nei nidi di altre specie, affidando ad altri uccelli la cova e la crescita dei piccoli.
Una modalità che può apparire crudele agli occhi umani, ma che rappresenta in realtà una strategia evolutiva naturale consolidata nel tempo e parte degli equilibri degli ecosistemi.
Nonostante la sua fama controversa, il cuculo svolge infatti un ruolo ecologico molto importante. Tra le sue caratteristiche più preziose c’è l’alimentazione: questa specie si nutre anche di bruchi pelosi e urticanti, comprese le processionarie, insetti spesso evitati da molti altri uccelli.
Un comportamento che contribuisce in modo naturale al controllo di specie potenzialmente dannose per boschi e aree verdi.
Straordinaria anche la capacità migratoria del cuculo, che ogni anno affronta lunghissimi viaggi tra Europa e Africa, percorrendo migliaia di chilometri.
Ora il lavoro del Cras Enpa di Genova è concentrato sul recupero dell’animale, nella speranza che possa tornare presto a volare.
“Ogni recupero di fauna selvatica è importante”, spiegano dal centro. “Anche specie meno conosciute o poco amate dal pubblico hanno un ruolo fondamentale nella biodiversità e meritano tutela e rispetto”.


