“Agli animali manca solo la parola”. È una frase che spesso sentiamo, eppure – sostengono i volontari dell’Enpa di Brescia – non corrisponde alla realtà. Perché quando amiamo un animale, impariamo un linguaggio nuovo, capace di superare specie e silenzi.
La Sezione Enpa di Brescia ha condiviso un pensiero attraverso i propri canali social per ricordare quanto sia importante prendersi cura non solo dei tradizionali cani e gatti, ma anche ricci, tartarughe, piccioni, conigli e altri animali spesso invisibili ai più.
“Quando amiamo un animale – afferma l’Enpa di Brescia – è come se imparassimo un linguaggio nuovo che ci permette di comunicare al di là delle differenze di specie è dell’assenza di voce. Questo non capita solo con cani e gatti, che sono nostri compagni da secoli. Capita anche con animali meno “convenzionali”, meno conosciuti, a volte anche meno apprezzati. Si potrebbe credere che non sia semplice stringere un legame con animali diversi da quelli tradizionalmente considerati “da compagnia”, ma la verità è che ci siamo accorti che non lo è: è parte del patto che stringiamo con l’altro essere vivente, quando decidiamo di prenderci cura di lui. Nell’offrirgli cura, rifugio, supporto, riceviamo in cambio tanto: la possibilità di osservarlo, di comprenderlo e ritrovarci a stringere un legame profondo. Ci ritroviamo ad imparare quel linguaggio universale che ci fa sentire di aver amato anche un riccio, una tartaruga, un piccione”
Un invito concreto
L’Enpa di Brescia ringrazia quanti scelgono di mettersi in gioco, salvando animali meno convenzionali e offrendo loro una seconda possibilità. Diventando volontari (nei turni, nei corsi di formazione e affido) o sostenitori, si contribuisce a una società più consapevole, capace di accogliere ogni forma di vita


