A Genova 250 tortore dal collare soccorse in un anno. Il segno di una specie ormai cittadina

Duecentocinquanta ingressi in un solo anno. È il numero di tortore dal collare (Streptopelia decaocto) accolte nel 2024 dal Centro di Recupero Animali Selvatici dell’Enpa di Genova, un dato che racconta molto più di una semplice statistica. Racconta la presenza ormai stabile di questa specie nelle città e il rapporto sempre più stretto tra fauna selvatica e ambiente urbano.

La tortora dal collare non è originaria dell’Europa. Proviene dall’Asia e ha iniziato la sua espansione verso ovest nel corso del Novecento, diffondendosi in modo naturale e sorprendentemente rapido. Oggi è una delle specie più comuni nei contesti urbani italiani: si osserva sui tetti, nei giardini, nei cortili condominiali. Il suo canto regolare e riconoscibile fa parte del paesaggio sonoro quotidiano di molte città.

Elegante nel portamento e nel volo, è facilmente identificabile dal collare nero che le circonda la nuca, una sorta di segno distintivo che le dà il nome. Ma ciò che colpisce di più è la sua capacità di adattamento. La tortora dal collare riesce a trovare cibo e rifugio in ambienti molto diversi, convivendo con l’uomo meglio di molte altre specie selvatiche. Non a caso è considerata una delle colonizzatrici più rapide del continente europeo nel secolo scorso.

Il numero elevato di esemplari accolti al Cras Enpa di Genova conferma quanto questa presenza sia ormai consolidata, ma ricorda anche che la vicinanza con l’uomo comporta rischi: traumi, cadute, predazioni domestiche e incidenti sono tra le cause più frequenti di ricovero.

Accanto a questa specie così diffusa, però, ce n’è un’altra che racconta una storia opposta. È la tortora selvatica (Streptopelia turtur), “cugina” migratrice della tortora dal collare. Vive in ambienti agricoli, radure e paesaggi rurali ed è oggi in forte declino in Italia. Le cause sono note e legate all’attività umana: perdita di habitat, agricoltura intensiva, pressione venatoria lungo le rotte migratorie. Avvistarla è sempre più raro.

Conoscere le differenze tra queste due specie significa capire meglio come stanno cambiando gli equilibri naturali intorno a noi. Anche gli animali più comuni hanno una storia da raccontare e, in alcuni casi, un futuro da difendere.

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