Il felino era rimasto bloccato al terzo piano interrato di un parcheggio, poco distante dalla sua abitazione. A dare l’allarme è stato il custode, che ha sentito miagolare l’animale in un cavedio. Grazie all’intervento dell’Enpa di Milano e al microchip, il gatto ha potuto riabbracciare la sua famiglia.
Lo cercavano disperatamente da oltre un mese, senza sapere dove fosse finito. Poi, finalmente, la telefonata che ha messo fine a settimane di preoccupazione: il loro gatto nero era stato ritrovato, vivo e in buone condizioni, al terzo piano interrato di un autosilo poco distante da casa.
È una storia a lieto fine quella raccontata dall’Enpa di Milano, intervenuta per recuperare il felino dopo la segnalazione del custode del parcheggio.
L’uomo aveva sentito un miagolio provenire da un cavedio all’interno della struttura e aveva contattato l’Associazione per chiedere aiuto. I volontari sono così intervenuti per mettere in salvo l’animale, che fortunatamente non presentava problemi di salute evidenti nonostante il lungo periodo trascorso lontano dalla famiglia.
Il microchip decisivo per ritrovare i proprietari
Una volta recuperato il gatto, è stato il microchip a permettere di identificarlo e risalire rapidamente alla sua famiglia, che da settimane ne cercava le tracce.
Il ricongiungimento ha così messo fine a una vicenda che avrebbe potuto avere un esito molto diverso. Senza un sistema di identificazione, infatti, sarebbe stato più difficile collegare il felino ritrovato nel parcheggio ai suoi proprietari.
L’Enpa di Milano ha colto l’occasione per ricordare l’importanza del microchip anche per i gatti, non soltanto per i cani.
In Lombardia, l’identificazione tramite microchip e la registrazione nell’Anagrafe degli animali d’affezione sono obbligatorie anche per i gatti, secondo le disposizioni regionali. L’obbligo riguarda anche la registrazione dei gatti appena nati, adottati o acquistati.
Alla clinica Enpa anche microchip che rilevano la temperatura
I veterinari della Clinica Enpa di Milano sono abilitati all’inserimento del microchip e alla relativa registrazione anagrafica.
La struttura utilizza anche particolari dispositivi chiamati thermochip, che oltre a contenere il codice identificativo dell’animale permettono di rilevarne la temperatura corporea attraverso un apposito lettore digitale.
L’inserimento avviene con una rapida iniezione sottocutanea, una procedura semplice che può rivelarsi determinante in caso di smarrimento.
La storia del gatto nero ritrovato nell’autosilo ne è un esempio concreto: dopo oltre un mese di ricerche, una segnalazione tempestiva, l’intervento dell’Enpa di Milano e un piccolo dispositivo di identificazione hanno permesso a un animale smarrito di tornare finalmente a casa.
Un lieto fine che ricorda quanto siano importanti la collaborazione dei cittadini e la corretta identificazione degli animali d’affezione.


