Spari ravvicinati, pochi controlli, cittadini preoccupati per i possibili incidenti e per i danni agli animali e al turismo. A tutto questo si aggiungono gli incidenti legati all’attività venatoria, che alimentano il timore di cittadini e turisti per la propria sicurezza. Sono sempre più numerose le persone che segnalano, a Enpa ma anche attraverso i social, la paura di uscire per svolgere normali attività quotidiane, come correre, passeggiare o persino trascorrere del tempo nel proprio giardino.
In questo contesto si inserisce opportunamente l’interrogazione parlamentare di Eleonora Evi e Patrizia Prestipino (PD) sulla sicurezza. Risulta invece incomprensibile la posizione di condanna espressa da una parte del mondo venatorio nei confronti dell’iniziativa, che pone al centro la salute e la tutela delle persone.
«Le segnalazioni di persone preoccupate dagli spari nei pressi di abitazioni, strade, attività turistiche e persino canili e gattili sono cresciute e continuano a crescere. Il punto è che oggi le armi hanno una potenza e, quindi, una gittata che può raggiungere distanze molto elevate. La questione della sicurezza va ben oltre la condanna etica della caccia, un’attività alla quale, come dimostrano anche recenti sondaggi, è contraria la maggioranza della popolazione».
Bene, quindi, l’interrogazione parlamentare a firma di Eleonora Evi e Patrizia Prestipino (PD), che affronta preoccupazioni diffuse tra i cittadini, non soltanto tra coloro che sono contrari alla caccia. Sono legittime anche le richieste delle due deputate di introdurre interventi immediati nell’ambito della legge di bilancio: l’aumento delle distanze di sicurezza per gli spari, l’obbligo di cartellonistica, l’utilizzo di abbigliamento catarifrangente con codice identificativo univoco per i cacciatori e di dispositivi protettivi per i cani, la dotazione di etilometri ai Carabinieri Forestali e lo stanziamento di fondi per il monitoraggio del territorio attraverso droni e videocamere, anche per contrastare il bracconaggio.
«Auspichiamo che queste misure, sensate e necessarie per la tutela delle persone, siano accolte favorevolmente e responsabilmente nell’ambito dell’esame della legge di bilancio. La pubblica incolumità viene ben prima degli interessi della lobby delle doppiette e, soprattutto, di quella frangia estremista del mondo venatorio che, con atteggiamenti arroganti, incute timore ai cittadini, privandoli della libertà di godere del patrimonio naturale e facendoli sentire minacciati persino nelle proprie abitazioni».


