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Combattimenti clandestini tra cani a Gela, Enpa e Fondazione Cave Canem chiedono di prendere in carico i 13 pitbull sequestrati. Ieri il primo sopralluogo

Le due associazioni hanno presentato un’istanza per ottenere l’affidamento degli animali. Ieri, su autorizzazione del giudice, hanno effettuato un primo sopralluogo per verificarne le condizioni. Enpa: «La priorità è garantire a questi cani tutela, cure e un percorso di recupero». Fondazione Cave Canem: “L’impegno di Enpa e Fondazione Cave Canem è al fianco di Forze di Polizia e Magistratura perché i cani non rischino di tornare nella disponibilità del circuito criminale”

Roma, 13 ottobre 2026 – Enpa e Fondazione Cave Canem hanno presentato un’istanza per prendere in carico i 13 pitbull sequestrati nell’ambito dell’indagine sui combattimenti clandestini tra cani scoperta a Gela, in provincia di Caltanissetta. Ieri, le due associazioni hanno effettuato ieri il primo sopralluogo autorizzato dal giudice, con l’obiettivo di verificare direttamente lo stato degli animali e valutarne le necessità.

Si tratta di un primo passo importante per arrivare alla presa in carico dei cani, coinvolti in una vicenda di presunti combattimenti clandestini che aveva portato alla denuncia di sei persone e al sequestro di tredici pitbull.

L’indagine era partita da un controllo effettuato dagli agenti del Commissariato di Gela presso l’abitazione di uno degli indagati, durante le ricerche di un cagnolino scomparso nella zona. Nel corso dell’intervento, i poliziotti avevano trovato un pitbull con evidenti lesioni ritenute compatibili con scontri tra cani.

Gli accertamenti successivi, condotti dalla Polizia di Stato in collaborazione con i Carabinieri, avevano portato alla scoperta di un presunto circuito di combattimenti clandestini, organizzati anche attraverso canali di messaggistica privata e accompagnati da scommesse in denaro.

Nel corso dell’operazione erano stati sequestrati numerosi file audio e video, oltre ad attrezzature utilizzate per l’allenamento degli animali, tra cui tapis roulant, catene, guinzagli, pesi e sostanze anabolizzanti. All’attività investigativa avevano partecipato anche medici veterinari dell’Asp.

Oggi l’attenzione si concentra soprattutto sul futuro dei tredici cani. L’istanza presentata da Enpa e Fondazione Cave Canem nasce dalla volontà di garantire loro una presa in carico adeguata, che tenga conto non soltanto delle condizioni fisiche, ma anche delle possibili conseguenze comportamentali ed emotive delle esperienze vissute.

Il sopralluogo effettuato ieri mattina rappresenta il primo momento di osservazione diretta degli animali da parte delle due associazioni, nell’ambito del percorso avviato per ottenerne l’affidamento.

«Quando emergono vicende di combattimenti clandestini, non possiamo fermarci al sequestro e all’accertamento delle responsabilità», dichiara Giusy D’Angelo, presidente nazionale Enpa. «Dobbiamo preoccuparci anche di ciò che accade dopo, del futuro degli animali coinvolti. Questi cani hanno bisogno di essere considerati per quello che sono: vittime di un possibile sfruttamento, non animali da condannare per ciò che potrebbero aver subito. Per questo, insieme a Fondazione Cave Canem, abbiamo chiesto di poterli prendere in carico e oggi abbiamo effettuato il primo sopralluogo autorizzato dal giudice. Vogliamo contribuire a costruire per loro un percorso di tutela e recupero che parta dalla conoscenza delle condizioni di ciascun animale».

«I cani coinvolti nei combattimenti clandestini sono vittime di violenza e meritano un riparo sicuro e percorsi specialistici di recupero comportamentale – dichiara Federica Faiella, Presidente della Fondazione Cave Canem – La tutela degli animali e la prevenzione della devianza giovanile sono strettamente connesse: contrastare la violenza significa anche prevenirne le radici. La collaborazione tra Enti del Terzo Settore, al fianco delle Forze di Polizia e della Magistratura, è fondamentale per offrire a questi tredici cani una concreta possibilità di riscatto, scongiurando il rischio che tornino nei circuiti criminali da cui sono stati sottratti».

Per Enpa e Fondazione Cave Canem, il contrasto ai combattimenti clandestini deve accompagnarsi alla possibilità di offrire agli animali sequestrati percorsi individualizzati, con valutazioni veterinarie e comportamentali e interventi adeguati alle esigenze di ogni singolo cane.

L’istanza di affidamento è stata presentata e il primo sopralluogo è stato effettuato, ma la presa in carico non è ancora avvenuta. Enpa e Fondazione Cave Canem attendono ora gli sviluppi del procedimento, con l’obiettivo di poter intervenire concretamente a tutela dei tredici pitbull.

@credit: foto di repertorio non riferita alla notizia