L’intervento sarebbe previsto prima di Ognissanti. L’Associazione chiede alla Provincia e al Comune garanzie sulle modalità di cattura, sul trasporto e sulle strutture di destinazione: «Escludere ogni forma di sfruttamento commerciale e rispettare le esigenze degli animali».
Circa 30 conigli che da tempo vivono nel cimitero di Trento saranno presto catturati e trasferiti in altre strutture. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, l’intervento dovrebbe essere effettuato prima delle ricorrenze di Ognissanti. Sulla decisione interviene l’Enpa del Trentino, sezione di Rovereto, che chiede alle istituzioni di garantire il pieno rispetto del benessere degli animali durante tutte le fasi dell’operazione e anche dopo il loro trasferimento.
L’Associazione riconosce che la presenza dei conigli possa creare disagi ad alcuni visitatori, soprattutto per i danni alle piante e ai fiori lasciati sulle tombe, ma sottolinea che non tutti i cittadini vivono la loro presenza come un problema.
«Anche alcuni nostri familiari riposano nel cimitero di Trento e ci è capitato di vedere sparire dei capolini di crisantemo nel breve tempo necessario per andare a prendere un annaffiatoio», racconta la sezione Enpa di Rovereto. «La nostra reazione è stata un sorriso, pensando che, pur con qualche disagio che non neghiamo, i nostri cari non erano mai soli».
Al centro dell’intervento dell’Associazione non c’è soltanto la decisione di allontanare gli animali, ma soprattutto la necessità di conoscere come verranno catturati, trasportati e accolti nelle nuove strutture.
Secondo le informazioni riportate dalla stampa, le possibili destinazioni comprenderebbero oasi faunistiche, rifugi e fattorie didattiche. Enpa chiede che la scelta tenga conto delle caratteristiche e delle esigenze etologiche dei conigli, assicurando loro condizioni di vita adeguate.
«Chiediamo che tutte le attività connesse all’allontanamento avvengano nel pieno rispetto del benessere animale, sia durante la cattura e il trasporto sia nella scelta dei luoghi in cui i conigli verranno successivamente collocati», sottolinea l’Associazione.
L’Enpa di Rovereto si rivolge quindi alla Giunta provinciale, chiedendo che svolga un ruolo attivo nella tutela degli animali per i quali sarà autorizzata la cattura, e al Comune di Trento, affinché vigili sul rispetto delle norme di protezione animale.
In particolare, l’Associazione chiede che venga escluso qualsiasi sfruttamento a fini commerciali, che siano rispettate le esigenze specifiche della specie e che l’eventuale soppressione sia limitata ai soli casi di animali gravemente malati e incurabili, attraverso eutanasia eseguita esclusivamente da un medico veterinario.
Per Enpa, la vicenda richiama anche il principio della tutela degli animali sancito dall’articolo 9 della Costituzione e il messaggio di rispetto per tutte le creature di San Francesco, di cui nel 2026 ricorre l’ottavo centenario della morte.
«Solo con queste garanzie le differenti sensibilità dei cittadini potranno trovare risposte esaurienti», conclude l’Enpa di Rovereto.
L’Associazione chiede dunque che l’allontanamento dei conigli non si traduca in un semplice spostamento del problema, ma avvenga attraverso un percorso che assicuri agli animali protezione e condizioni di vita rispettose delle loro necessità.


