Sequestrati 14 cani da un allevamento abusivo, sei sono cuccioli. Enpa li accoglie e avvia il percorso di recupero

Bulldog francesi e chihuahua trovati in condizioni non idonee durante un intervento avvenuto a maggio. Gli animali sono stati affidati al rifugio Enpa di Rive d’Arcano, in provincia di Udine. Dopo mesi di cure e recupero, i primi hanno già raggiunto nuove famiglie in affido temporaneo

 

Quattordici cani, tra cui sei cuccioli di circa 40 giorni, sono stati sequestrati nell’ambito di un intervento condotto dall’Azienda sanitaria ASU FC e dalle guardie zoofile dell’AISA in un allevamento abusivo di bulldog francesi e chihuahua. L’operazione risale al 2 maggio, ma oggi la storia di questi animali entra in una nuova fase: dopo essere stati accolti nel rifugio Enpa di Rive d’Arcano, in provincia di Udine, di proprietà della Comunità

Collinare del Friuli, e aver iniziato un percorso di recupero fisico e comportamentale, i primi cani hanno già potuto raggiungere delle famiglie in affido temporaneo.

 

Al momento dell’intervento gli animali si trovavano in un ambiente sporco, maleodorante e non adeguato a garantire il loro benessere. La situazione, secondo quanto riferito da Enpa, era già stata precedentemente segnalata e alla persona responsabile erano state fornite indicazioni per modificare le condizioni in cui venivano tenuti i cani. Non essendo stati adottati gli interventi richiesti, si è arrivati al sequestro.

 

Dai controlli al rifugio: il recupero dei 14 cani

 

Una volta arrivati nella struttura, istruttori, volontari e operatori Enpa hanno iniziato a lavorare non soltanto sulle condizioni fisiche dei cani, ma anche sulle conseguenze che la precedente situazione aveva avuto sul loro equilibrio emotivo.

 

Le maggiori difficoltà sono emerse soprattutto negli adulti, alcuni dei quali presentavano fragilità più marcate. Il percorso intrapreso sta però dando risultati positivi e, riferisce Enpa, gli animali stanno recuperando serenità rapidamente, pur portando con sé gli effetti delle esperienze vissute.

 

Un’attenzione particolare è stata necessaria per una delle cucciole, risultata iposviluppata rispetto ai fratelli e alle sorelle. Dopo i primi accertamenti, Enpa ha promosso una raccolta fondi che ha permesso, grazie al sostegno dei donatori, di sottoporla a una visita specialistica. Il percorso diagnostico e di cura è tuttora in corso.

 

I primi cani già in affido temporaneo

 

Intanto per alcuni dei 14 animali è già cominciata una nuova fase. I primi cani hanno lasciato il rifugio e sono entrati in affido temporaneo nelle nuove case, evitando così di prolungare più del necessario la permanenza in canile.

 

Un risultato reso possibile anche dalla collaborazione con ASU FC, custode giudiziario degli animali, e dalla rapidità con cui la Procura ha consentito di individuare sistemazioni temporanee per i cani sottoposti a sequestro.

 

«Il nostro obiettivo, fin dal loro arrivo, è stato prenderci cura non soltanto della loro salute fisica, ma anche di quella emotiva. Alcuni adulti presentavano maggiori difficoltà, ma stiamo assistendo a un recupero molto positivo. Sono cani che, nonostante i traumi pregressi, stanno ritrovando serenità e per alcuni di loro è stato già possibile iniziare l’inserimento in una casa attraverso l’affido temporaneo», spiegano dal rifugio Enpa di Rive d’Arcano.

 

Il rifugio comprensoriale di Rive d’Arcano, in provincia di Udine, appartenente alla Comunità Collinare del Friuli Venezia Giulia, è gestito da Enpa dallo scorso marzo. Il sequestro dei 14 bulldog francesi e chihuahua ha rappresentato quindi una delle prime operazioni di particolare complessità affrontate dalla nuova gestione.

 

«È stato un intervento importante per una struttura che gestiamo soltanto da pochi mesi. Operatori, istruttori scelti dalla Regione Friuli Venezia Giulia e volontari si sono messi immediatamente al lavoro per garantire a tutti questi animali cure, attenzione e la possibilità di recuperare il più rapidamente possibile una condizione di benessere. Vederli oggi fare progressi e, per alcuni, entrare già in una casa è il risultato più importante».

 

«La collaborazione con Enpa e con le istituzioni ha consentito di intervenire tempestivamente e di avviare per i cani un concreto percorso di recupero con l’obiettivo di accompagnare ciascuno di loro verso una nuova vita. L’impegno della Comunità Collinare del Friuli è quello di consolidare il ruolo del rifugio di Rive d’Arcano come presidio pubblico di accoglienza, cura e protezione, promuovendo

una gestione responsabile e una costante collaborazione con il territorio”. Così Luigino Bottoni, presidente dell’Ente proprietario del Rifugio.

 

Enpa continuerà a seguire i cani e i rispettivi percorsi di recupero, compresa la cucciola che necessita di approfondimenti specialistici, accompagnando ciascuno di loro verso una nuova fase della propria vita.

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