Caccia, Enpa: “Mentre il Paese affronta crisi e guerre, la maggioranza pensa alla caccia con il Ddl 1552

Neanche le guerre, i rincari sulle bollette, la crisi economica, la delicata situazione politica nazionale e internazionale e i gravi problemi che affliggono gli italiani fermano il Governo Meloni dall’occuparsi della caccia, investendo tempo e risorse nello stravolgimento della legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna.

Domani, 15 aprile, riprende infatti nelle Commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato l’esame del Ddl 1552 che, modificando profondamente l’attuale legge quadro, concederebbe al mondo venatorio una serie di privilegi e concessioni in contrasto con le direttive UE e con il mondo scientifico.

«Evidentemente, per il Governo Meloni e per la maggioranza, il problema di cui occuparsi oggi, in questa particolare e delicata fase storica, è come favorire la caccia e come far uccidere più tordi, merli, anatre selvatiche, beccacce e altre specie sempre più in declino, solo per divertimento. Queste modifiche, infatti, non riguardano in alcun modo la questione dei danni all’agricoltura né la gestione faunistica. Eppure dovrebbero sapere bene che la caccia è odiata dagli italiani, che hanno manifestato chiaramente la propria netta contrarietà».

Se venisse approvato, gli animali selvatici si trasformerebbero in merce; verrebbe favorita la pratica dei richiami vivi imprigionati per fare da “esca” ad altre vittime; verrebbero cancellate le giornate di silenzio venatorio e ampliati gli orari di caccia oltre il tramonto; la stagione venatoria verrebbe decisa dalla politica e non dalla scienza; aumenterebbero le specie cacciabili e potrebbero essere ridimensionate le aree protette ritenute in “esubero”. E questi sono solo alcuni dei peggioramenti previsti.

«Nonostante i bollettini di morti e feriti che la caccia registra ogni anno, nonostante l’ostilità dei cittadini verso questa attività, di cui temono giustamente la pericolosità, nonostante la contrarietà della comunità scientifica e le procedure dell’UE contro il nostro Paese in materia venatoria, e nonostante la palese violazione dell’articolo 9 della Costituzione, che tutela ambiente e biodiversità anche nell’interesse delle future generazioni, la maggioranza procede spedita nell’approvazione di un Ddl che tutela cacciatori, armieri e lobby collegate. Un provvedimento contro lo Stato, i cittadini, la fauna, la scienza e la sicurezza pubblica. Evidentemente, in un contesto storico, politico e sociale gravissimo, ciò che conta non è la guerra, ma fare la guerra alla natura».

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