Nel 2025 l’ENPA ha assistito, curato e salvato 217.966 animali e nell’ambito delle sue attività istituzionali ha operato in 19 Regioni e 3.021 Comuni italiani. Ha ospitato nelle proprie strutture 97.740 animali – il massimo storico – e ha dato una famiglia a 23.688 animali. Ha microchippato 27.727 cani e gatti, eseguito 27.770 sterilizzazioni, vaccinato 29.798 animali, sequestrato 877 soggetti sottratti a situazioni di maltrattamento e presidiato 99 procedimenti penali in tutto il Paese.
Ma il 2025 è stato, soprattutto, l’anno in cui l’ENPA ha contribuito, con la sua attività di pressione, a cambiare le leggi. Il 1° luglio è entrata in vigore la Legge 82/2025: la più profonda riforma penale a tutela degli animali degli ultimi vent’anni, che riconosce per la prima volta gli animali come esseri senzienti nel Codice Penale italiano. Stesso giorno, seconda vittoria: il via libera del Governo all’uso del remdesivir contro la FIP felina, la malattia più letale del mondo felino (frutto di una attività di pressione, una petizione lanciata dall’ENPA con il sostegno di decine di migliaia di cittadini).
A settembre sono state depositate 53.000 firme della campagna Stop Caccia, una proposta di legge di iniziativa popolare fatta con le altre associazioni.
A fare tutto questo: 5.028 volontari che hanno garantito 1.265.567 di ore di volontariato (il controvalore economico del loro lavoro è pari a 20,7 milioni di euro), 382 Guardie Zoofile in 43 nuclei, 234 dipendenti e una rete di 152 sezioni attive dal Trentino alla Sicilia. A documentarlo: 6.566 articoli di stampa e una reach mediatica stimata in 90 milioni di utenti unici.
| Categoria | Animali ospitati 2025 |
|---|---|
| Gatti | 49.821 |
| Cani | 25.081 |
| Fauna selvatica | 19.591 |
| Animali domestici non convenzionali | 2.455 |
| Animali da cortile / fattoria | 792 |
| TOTALE | 97.740 |
I numeri del 2025 raccontano un’organizzazione al lavoro su vasta scala, ma con il tocco individuale che solo il volontariato sa dare.
Complessivamente, le sezioni ENPA hanno raggiunto 217.966 animali attraverso interventi diretti: soccorsi, cure veterinarie, adozioni, sterilizzazioni, microchippature, vaccinazioni, sequestri. Un indicatore che misura l’intensità operativa dell’Ente.
Il dato più significativo, quello che misura la capacità strutturale dell’organizzazione, è però un altro: i 97.740 animali fisicamente ospitati nelle strutture ENPA nel corso del 2025. Rifugi, canili, gattili, stalli, oasi feline, CRAS (o, per quel che riguarda alcuni selvatici, la cura temporanea nel loro sito): questo è il numero di animali che hanno trovato accoglienza nell’infrastruttura materiale dell’Ente. È il valore più alto del triennio 2023-2025, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente, e racconta una rete che non solo resiste ma si espande.
Il grafico che visualizza i flussi di attività per tipologia di animale è probabilmente il modo più efficace per capire come lavora l’ENPA. A sinistra le cinque categorie di animali assistiti; a destra le tipologie di intervento. La larghezza di ogni flusso è proporzionale al numero di prestazioni.
I gatti sono la specie di gran lunga più presente nelle attività ENPA, con oltre 135.000 interventi complessivi nel 2025. Questo non significa che i gatti siano più «importanti» degli altri animali, ma riflette una realtà strutturale del sistema di protezione animale italiano: il randagismo felino è numericamente superiore a quello canino, le colonie feline gestite dall’ENPA sono quasi 1.950 su tutto il territorio, e le attività di sterilizzazione e microchippatura – i due strumenti cardine per il contenimento del fenomeno-incidono in modo massiccio sulle statistiche. Il solo dato delle sterilizzazioni feline (19.549) supera l’intero volume degli interventi su fauna selvatica e animali non convenzionali messi insieme.
I cani rappresentano la seconda categoria per volume di interventi, con oltre 84.000 prestazioni. La loro distribuzione è più omogenea rispetto ai gatti: accuditi, curati, microchippati, sterilizzati, vaccinati e adottati si distribuiscono in modo più bilanciato, riflettendo la natura della rete canile-rifugio che caratterizza storicamente l’operatività ENPA. I 9.730 cani dati in adozione nel 2025 – quasi 27 al giorno – testimoniano l’efficacia di questo sistema.
La fauna selvatica, con quasi 40.000 interventi, è la terza categoria per volume ed è quella in crescita più costante nell’ultimo triennio (+13,9% di animali ospitati rispetto al 2024). I quattro CRAS gestiti dall’ENPA a Genova, Perugia, Savona e Trieste sono l’infrastruttura operativa di questo impegno: ogni animale selvatico stabilizzato, curato e restituito all’ambiente è un contributo diretto alla resilienza degli ecosistemi locali. Il 2025 ha visto 6.508 animali selvatici liberati in natura – quasi la metà di quelli soccorsi e curati.
Il grafico a radar restituisce con immediatezza visiva ciò che i numeri da soli faticano a raccontare: l’impegno delle sezioni ENPA non è uniforme sul territorio, ma si distribuisce in modo significativamente diverso da macroarea a macroarea, rispecchiando le specificità dei contesti locali e la complessità dei problemi che i volontari sono chiamati ad affrontare ogni giorno.
Nord-ovest e Nord-est mostrano profili ampi e ben bilanciati su tutti e cinque gli assi (Accuditi, Adottati, Microchippati, Sterilizzati e Soccorsi). In queste aree la pressione sul sistema di protezione animale è intensa e articolata: le sezioni rispondono a una domanda elevata e diversificata, che abbraccia l’intera filiera dell’intervento, dall’accoglienza degli animali in difficoltà alle attività di prevenzione come microchippatura e sterilizzazione.
Il Centro esprime un profilo in crescita, con una buona risposta sul fronte dell’accudimento e delle adozioni. Gli assi legati alla prevenzione segnalano territori in cui il fenomeno del randagismo e dell’abbandono richiede ancora interventi strutturati e continuativi: è qui che i volontari stanno costruendo, con costanza, una rete di protezione sempre più solida.
Il Sud racconta una sfida complessa e per certi versi irrisolta a livello sistemico. Il profilo asimmetrico del radar riflette un territorio in cui il disagio degli animali si manifesta in forme diverse e spesso più acute: maggiore diffusione del randagismo, carenze nelle politiche locali di controllo delle popolazioni animali, contesti sociali che rendono più difficile la cultura dell’adozione responsabile. I volontari ENPA operano spesso come presidio insostituibile in aree dove le istituzioni faticano ad arrivare.
Le Isole presentano il profilo più contenuto, ma su territori frammentati e logisticamente complessi – isole minori, comuni rurali, aree interne – dove anche un intervento limitato rappresenta spesso l’unica risposta concreta a situazioni di abbandono e sofferenza animale. Ogni azione conta di più, proprio perché le alternative sono poche.
Nel complesso, la mappa operativa di ENPA è lo specchio fedele delle disuguaglianze territoriali del Paese: dove i problemi sono più visibili e le strutture pubbliche più presenti, l’intervento associativo è più articolato. Dove invece il contesto è più difficile, i volontari sono spesso l’unico baluardo. In entrambi i casi, il loro impegno è prezioso e insostituibile.
| Specie / categoria | Adozioni 2025 | % sul totale |
|---|---|---|
| Gatti | 11.949 | 50,4% |
| Cani | 9.730 | 41,1% |
| Animali non convenzionali | 1.577 | 6,7% |
| Animali da fattoria | 305 | 1,3% |
| Animali selvatici (quando legalmente possibile) | 127 | 0,5% |
| TOTALE | 23.688 | 100% |
Ogni adozione è una storia che cambia. Cambia la vita di un animale che era solo, spaventato, in attesa. E cambia, spesso in modo più profondo di quanto ci si aspetti, anche la vita delle persone che lo accolgono.
Nel 2025 ENPA ha trovato una casa a 23.688 animali. Un numero che non è solo una statistica: è la misura concreta di un lavoro quotidiano fatto di cura, pazienza e dedizione da parte di migliaia di volontari distribuiti in tutta Italia, impegnati non soltanto ad assistere gli animali ospiti delle strutture, ma a costruire per ciascuno di loro la possibilità di un futuro.
I gatti guidano la classifica con 11.949 adozioni – oltre la metà del totale – seguiti dai cani con 9.730. Ma il dato che merita una riflessione più ampia è quello complessivo: quasi 24.000 animali che nel corso di un anno hanno smesso di essere “abbandonati” per diventare “di famiglia”.
Perché l’adozione non è soltanto un atto di tutela animale. È anche – e la ricerca scientifica lo conferma con crescente solidità – un sostegno al benessere delle persone. La convivenza con un animale domestico riduce lo stress, contrasta la solitudine, favorisce l’attività fisica, rafforza i legami affettivi all’interno del nucleo familiare e supporta lo sviluppo emotivo dei bambini. Per gli anziani che vivono soli, un animale da compagnia può rappresentare un presidio concreto contro l’isolamento sociale.
In questo senso, il lavoro di ENPA produce un beneficio che va ben oltre le mura dei canili e dei gattili: entra nelle case, nelle famiglie, nelle vite delle persone. Ogni cane adottato è un compagno di passeggiate, un antidoto alla malinconia, una presenza che dà ritmo alle giornate. Ogni gatto accolto porta con sé quella qualità silenziosa e preziosa che chi lo sa capire conosce bene.
Trovare casa a 23.688 animali in un anno significa anche alleggerire il carico sulle strutture di accoglienza, liberando risorse per assistere nuovi animali in difficoltà. È un circolo virtuoso in cui la solidarietà verso gli animali e quella verso le persone si alimentano a vicenda – e ENPA ne è, ogni giorno, il motore principale.
La prevenzione è il pilastro operativo della lotta al randagismo che ENPA quotidianamente fa nell’ambito della sua mission e con un approccio di sussidiarietà: agire prima che il problema si manifesti, ridurre il numero di nascite non controllate, identificare gli animali per garantirne la tracciabilità. Nel 2025 l’ENPA ha effettuato 27.727 microchippature, 27.770 sterilizzazioni e 29.798 vaccinazioni – tre numeri quasi identici che fotografano un’attività preventiva capillare e sistematica.
Il grafico a barre raggruppate mette a confronto cani e gatti sulle tre tipologie di intervento, rivelando differenze strutturali interessanti. Nelle sterilizzazioni i gatti (19.549) superano quasi di tre volte i cani (8.221): un dato che riflette sia la maggiore prolificità della specie felina sia la strategia ENPA di concentrare gli sforzi di sterilizzazione sui felini e sulle colonie feline, dove ogni intervento produce un effetto moltiplicativo sulla riduzione delle nascite. Nelle microchippature il divario è meno marcato (16.301 gatti vs 11.426 cani), ma è il trend che conta: la microchippatura dei gatti è l’indicatore cresciuto di più nell’intero triennio 2023-2025, con un incremento del 147,9% negli ultimi tre anni (2023-2024-2025).
Le vaccinazioni mostrano il rapporto più equilibrato (15.982 cani, 13.816 gatti), con i cani che per una volta superano i gatti. Questo riflette il peso delle vaccinazioni obbligatorie e delle campagne di prevenzione sanitaria per gli animali in struttura.
Un elemento di contesto importante: il 56,3% delle sterilizzazioni e il 67,3% delle microchippature sono state effettuate da strutture veterinarie pubbliche (ASL) su sollecitazione e in collaborazione con l’ENPA. Questo dato sottolinea il ruolo dell’Ente come attivatore del sistema pubblico di prevenzione, non solo come erogatore diretto di servizi. Ogni Sezione ENPA che gestisce un canile sanitario diventa un punto di interfaccia con il sistema sanitario locale, amplificando l’impatto degli interventi ben oltre le proprie risorse dirette.
L’ENPA è, prima di tutto, le sue persone. Soci, volontari, dirigenti, dipendenti, Guardie Zoofile: in totale oltre 21.000 individui che dedicano tempo, competenza e passione alla protezione animale in Italia. Il quadro che emerge dall’analisi del 2025 ha una caratteristica che attraversa tutte le categorie: una prevalenza femminile netta e costante, con l’unica eccezione parziale delle Guardie Zoofile, dove si registra una parità quasi perfetta.
Il grafico a barre sovrapposte è il modo più immediato per leggere la distribuzione di genere nell’ENPA 2025. La lettura è netta: in ogni categoria la componente femminile è maggioritaria, con percentuali che vanno dal 51% delle Guardie Zoofile al 75,4% dei dirigenti.
Il dato più significativo è quello dei dirigenti: il 75,4% degli incarichi dirigenziali è ricoperto da donne. Questo non è solo un dato demografico: è un indicatore di cultura organizzativa. In un’associazione dove i dirigenti sono tutti volontari e nessuno è retribuito per la carica, la composizione della governance riflette le scelte libere dei soci. Il fatto che le donne accedano alla governance in proporzione superiore alla loro presenza associativa (75,4% vs 71,5%) indica un’organizzazione in cui il merito è il criterio dominante di impegno.
I volontari attivi (73,9% donne) e i soci (71,5%) mostrano percentuali coerenti, confermando che la prevalenza femminile non è un fenomeno di vertice ma attraversa tutta la base associativa. I dipendenti mostrano il valore più basso (58,7% donne) ma rimangono al di sopra della parità per la presenza di profili tecnici e operativi (operatori di canile, addetti alla manutenzione) storicamente a composizione più mista.
Le Guardie Zoofile (51% donne, 49% uomini) rappresentano l’eccezione: l’unica categoria dell’intera organizzazione in cui si registra una parità sostanzialmente perfetta.
Le 382 Guardie Zoofile ENPA sono la componente specializzata del volontariato che si occupa di prevenzione e repressione dei reati contro gli animali. Sono agenti di polizia giudiziaria con poteri di accertamento, sequestro e denuncia: non semplici volontari, ma figure con una formazione tecnica e giuridica specifica, abilitate ad operare in collaborazione con le Forze dell’ordine.
Il grafico mostra l’intensità operativa del corpo nel 2025: 5.123 controlli su animali da affezione, 2.065 sanzioni amministrative irrogate, 824 controlli del territorio e tutela ambientale, 392 interventi su normativa CITES, 388 controlli su caccia e pesca. In totale: 5.074 servizi effettuati per 28.959 ore complessive, distribuiti su 212.135 chilometri percorsi sul territorio nazionale nel corso del 2025. Numeri che equivalgono a una pattuglia sempre in giro, ogni singolo giorno dell’anno.
Tre dati meritano un’attenzione particolare. Il primo è quello delle 2.065 sanzioni amministrative: significa che in media ogni Guardia Zoofila attiva ha irrogato circa 5 sanzioni nel corso dell’anno, un indice di attività repressiva concreta e non solo preventiva. Il secondo è quello dei 266 sequestri (148 amministrativi e 118 penali): animali sottratti fisicamente a situazioni di maltrattamento, detenzione illegale o sfruttamento, con tutte le implicazioni operative che questo comporta (trasporto, accoglienza, veterinaria). Il terzo è quello delle 77 notizie di reato comunicate all’autorità giudiziaria: ogni segnalazione attiva un procedimento penale, e l’ENPA presidia attivamente questi procedimenti come parte civile.
Le 137 attività didattiche e di sensibilizzazione completano il quadro: le Guardie Zoofile non sono solo un corpo repressivo ma anche un presidio educativo sul territorio. Scuole, eventi pubblici, incontri con le comunità locali: la prevenzione passa anche attraverso la conoscenza, e le Guardie Zoofile sono spesso i primi ambasciatori dell’ENPA nelle realtà più periferiche e vanno a ampliare le attività educative e di sensibilizzazione garantite in via ordinaria dalle Sezioni.
Nel 2025 l’ENPA ha mantenuto un presidio attivo su 99 procedimenti penali distribuiti su tutto il territorio nazionale. Non si tratta di un elenco di denunce, ma di procedimenti penali in cui l’ENPA è formalmente costituita come parte civile: una scelta che implica la presenza fisica in udienza, il monitoraggio di ogni fase del giudizio.
Il grafico mostra la distribuzione per tipologia di reato. Il maltrattamento di animali (art. 544-ter c.p.) è la fattispecie più frequente con 38 procedimenti, pari al 38,4% del totale. Seguono i casi di detenzione incompatibile con la natura dell’animale (art. 727 c.p.) con 25 procedimenti, e l’uccisione di animali (art. 544-bis c.p.) con 18 casi. Il traffico illegale di animali – cuccioli importati o commercializzati illecitamente – riguarda 6 procedimenti; le competizioni vietate (corse clandestine di equini, combattimenti tra cani) altri 4.
La varietà delle fattispecie rispecchia la molteplicità delle forme di abuso sugli animali che l’ENPA monitora nel territorio: dai casi di maltrattamento individuale a quelli di sfruttamento organizzato, fino alle condotte nell’ambito dell’attività venatoria e dell’allevamento irregolare. Non è una distribuzione casuale: è il risultato di una strategia deliberata di presidio dei reati più gravi e più diffusi, con un’attenzione particolare alle fattispecie che la Legge 82/2025 ha inasprisce.
La costituzione di parte civile è – e l’ENPA lo rivendica esplicitamente – uno strumento di advocacy istituzionale oltre che di tutela dell’animale vittima. Ogni sentenza di condanna diventa un precedente, ogni processo presidiato invia un segnale ai potenziali autori di reato che l’impunità non è garantita. Nell’anno in cui è entrata in vigore la Legge 82/2025 – che ha inasprito le pene e introdotto l’affido preventivo degli animali sequestrati – questo presidio ha acquisito un valore ancora più strategico.
Ovviamente quello penale non è il solo ambito legale nel quale agisce Enpa: a questa attività va aggiunta la tutela degli animali nelle sedi civili e amministrative. In quest’ultima, in particolare, si gioca il destino di milioni di animali, soprattutto selvatici, aggredito e attaccato da scelte relative a calendari venatori regionali illegali.
Il 2025 non è stato solo un anno di attività operativa: è stato un anno in cui l’ENPA ha inciso direttamente sul sistema normativo e giudiziario del Paese. Cinque risultati concreti e misurabili, ottenuti attraverso strumenti diversi – lobby parlamentare, petizioni popolari, azioni legali, audizioni istituzionali – che raccontano un’organizzazione capace di muoversi simultaneamente su più fronti.
▶ Legge 82/2025 — in vigore dal 1° luglio
La più profonda riforma penale a tutela degli animali in vent’anni. Il Titolo IX-bis del Codice Penale passa da «delitti contro il sentimento per gli animali» a «delitti contro gli animali»: un cambio semantico che è anche un cambio di paradigma giuridico. Gli animali non sono più tutelati indirettamente, attraverso il sentimento umano, ma direttamente come esseri senzienti. Le nuove sanzioni: reclusione fino a 3 anni per l’uccisione, multa fino a 60.000 euro, divieto di catena, affido preventivo degli animali sequestrati, responsabilità degli enti. L’ENPA ha contribuito con un’azione di lobbying pluriennale, audizioni parlamentari e comunicati congiunti con le principali associazioni del settore.
▶ Remdesivir contro la FIP felina — 6 giugno 2025
Lo stesso giorno della promulgazione della Legge 82/2025, il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha firmato la circolare che autorizza l’uso del Veklury (remdesivir) per la cura della Peritonite Infettiva Felina. La FIP colpisce gatti di ogni età con una mortalità fino al 96%: fino all’autorizzazione del 2025 non esisteva in Italia una cura ufficialmente riconosciuta, e famiglie e veterinari erano costretti a ricorrere a circuiti non tracciabili. L’ENPA aveva lanciato una petizione che ha fatto decine di migliaia di adesioni. A ottobre 2025 l’autorizzazione è stata estesa al GS-441524, principio attivo più adatto all’uso veterinario.
▶ Stop Caccia — 53.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare
In risposta al DDL Lollobrigida (AS 1.552) che punta a stravolgere la Legge 157/1992, l’ENPA ha partecipato — insieme a LAV, LAC, LNDC, OIPA e Animalisti Italiani — alla raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione della caccia. Il quorum di 50.000 firme è stato raggiunto in meno di due mesi, incluso agosto. Il 19 settembre 2025 le oltre 53.000 firme sono state depositate. La proposta ha superato formalmente il quorum ed è entrata nell’iter parlamentare.
▶ Orso M90 — Fugatti rinviato a giudizio (7 novembre 2025)
Il GIP del Tribunale di Trento ha disposto il rinvio a giudizio di Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento, per l’uccisione con crudeltà dell’orso M90 avvenuta il 6 febbraio 2024 senza la presenza di veterinari e in violazione del PACOBACE. L’ENPA era stata l’unica associazione a opporsi alla richiesta di archiviazione, presentando perizie del medico legale Cristina Cattaneo e del veterinario forense Orlando Paciello. Un precedente unico in Italia: per la prima volta un Presidente di Provincia è rinviato a giudizio per uccisione di animale con crudeltà.
Nel 2026, a marzo, Fugatti è stato assolto e Enpa ha preannunciato appello, ma il caso è importante anche per un’altra ragione: per la prima volta entra negli atti di un processo penale una perizia (quella sull’uccisione del povero M90) sottoscritta da Cristina Cattaneo, cioè da una autorità scientifica nelle perizie legali sugli esseri umani. Il significato culturale che sta alla base di questa scelta è chiaro: la tutela degli animali nelle aule penali non è una attività secondaria e merita ogni sforzo possibile.
▶ Contrasto al DDL Lollobrigida — presidio su tutti i fronti
Il DDL 1.552 punta a ridurre le aree protette (in contraddizione con gli obiettivi UE della Strategia Biodiversità 2030), a estendere i periodi di caccia, a riaprire gli impianti di cattura dei richiami vivi e introdurre la caccia su terreni demaniali. L’ENPA è stata tra le prime a denunciare e contrastare questo tentativo e ha partecipato all’audizione al Senato il 16 luglio, ha vinto il ricorso cautelare al TAR Liguria contro la caccia al fringuello e – come unica associazione animalista nel Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale (CTFVN) del Ministero dell’Agricoltura – ha presentato pareri analitici su tutti i calendari venatori regionali.
▶ Resistenza al declassamento del lupo (vigente dal 7 marzo 2026)
La modifica alla Convenzione di Berna ha abbassato lo status del lupo da «strettamente protetto» a «protetto» in tutta Europa, aprendo la strada a deroghe e al rischio di uccisioni.. L’ENPA è stata tra i promotori della resistenza scientifica, in un fronte di oltre 300 organizzazioni ambientaliste europee, e ha chiesto formalmente all’Italia di esercitare la facoltà di mantenere tutele nazionali più stringenti. Una richiesta motivata e fondata, ma inascoltata.
I dati delle attività sociali del 2025 raccontano un’organizzazione che non si è ritirata. Ha ospitato più animali che in qualsiasi anno precedente, ha contribuito a ottenere la più importante riforma penale per gli animali degli ultimi vent’anni, ha costruito precedenti giudiziari storici, ha mobilitato decine di migliaia di cittadini. Ha fatto tutto questo con i mezzi del volontariato: passione, competenza, ostinazione.
Il 2025 è stato anche un anno che ha confermato una verità strutturale dell’ENPA: la sua forza non dipende da singoli risultati, per quanto importanti, ma dalla continuità. La Legge 82/2025 è il frutto di anni di lobbying; il rinvio a giudizio di Fugatti è il risultato di mesi di lavoro legale; la campagna Stop Caccia sono il prodotto di decenni di lavoro anche di comunicazione e di sensibilizzazione. Dietro ogni risultato del 2025 c’è una storia molto più lunga.
Le sfide aperte non mancano: l’iter parlamentare della proposta di legge di iniziativa popolare Stop Caccia, la piena applicazione della Legge 82/2025, il declassamento del lupo in attesa di risposta normativa nazionale, la riforma della gestione dei rifugi, la resistenza alla pressione costante sui grandi carnivori. Ma la direzione è tracciata, la rete è solida, e i numeri – quasi 218.000 animali, decine di migliaia di persone tra soci, volontari, dirigenti e attivisti, 152 sezioni, centinaia di procedimenti penali e azioni civili e amministrative – dicono che l’ENPA è ancora, nel 2025, il presidio più capillare e più determinato della protezione animale in Italia.