Lazio, animali “inselvatichiti” uccisi con fondi pubblici. Denuncia dell’Enpa: “Una mattanza inaccettabile”

“Nei comuni di Montelanico e Carpineto Romano, nel Lazio, animali definiti “inselvatichiti” sono stati già uccisi.

Il piano regionale prevede, oltre alla cattura con reti e gabbie-trappola e alla teleanestesia, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐦𝐢𝐭𝐞 𝐭𝐢𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐟𝐢𝐬𝐬𝐚 𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚. E gli animali morti purtroppo sono una realtà documentata”. E’ quanto scrive l’Enpa di Roma in una nota pubblicata sui propri canali social. Le immagini diffuse mostrano corpi di animali abbattuti, lasciati al suolo. “Scene strazianti, indegne di un Paese civile”, denuncia l’Enpa di Roma. La Sezione sottolinea come si tratti di animali abbandonati o lasciati proliferare senza controllo, divenuti poi vittime di un intervento drastico, ritenuto evitabile.

Invece di attuare politiche di prevenzione, vigilanza e messa in sicurezza – sottolinea l’Enpa di Roma – si è scelto il ricorso ai fucili. Una decisione che rappresenta l’ennesimo fallimento nella gestione  della fauna, in questo caso si tratta di animali inselvatichiti, pagato con soldi pubblici.

“Chiediamo al ministro della Salute – ha affermato Annamaria Procacci dell’Enpa intervistata da La Stampa – d’intervenire per fermare questa incredibile mattanza”, dichiara Annamaria Procacci, responsabile dell’Ufficio Fauna selvatica dell’associazione. “La Regione promuove un’azione assolutamente estranea alla cultura di questo Paese e alle sue normative di tutela degli animali. Il ministro della salute и responsabile del loro benessere, intervenga per impedire questo scenario da Far West che ferisce la sensibilità dei cittadini e che lascia sconvolti e increduli. Quali forme di prevenzione sono state adottate? Perché questi animali erano in uno stato di abbandono? Perché non è stata promossa un’azione comune per cercare di risolvere il problema in modo incruento? A tutti questi interrogativi occorre che nel 2025 la Regione Lazio dia una risposta che non passi attraverso la canna dei fucili”.

Le richieste dell’Enpa

L’Enpa di Roma lancia ora un appello alle istituzioni regionali e locali, chiedendo tre interventi immediati:

•Sospensione delle uccisioni nei territori interessati.

•Apertura urgente di un tavolo tecnico regionale, con la partecipazione di Comuni, ASL e associazioni.

•Creazione di una struttura regionale di accoglienza per gli animali catturati o in difficoltà.

La Protezione Animali  di Roma ribadisce che questi animali sono il frutto di anni di incuria e abbandono e non possono essere trattati come un problema da eliminare con la violenza. “La soluzione non può essere il piombo”.

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