DDL Montagna e protezione del lupo: Enpa :“non può esistere nessun piano di abbattimento, servono scienza e prevenzione”

Si è concluso oggi l’esame in Commissione del DDL Montagna, che ora si avvia verso l’Aula. Una legge presentata con l’intento di rilanciare e valorizzare le aree montane, ma che secondo l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) rischia di alimentare pericolose ambiguità sulla gestione della fauna selvatica, in particolare del lupo, e di piegare la tutela ambientale a logiche esclusivamente economiche.

Nessun coinvolgimento scientifico

L’Enpa sottolinea la totale assenza di un coinvolgimento degli istituti scientifici nella stesura del testo e dei relativi emendamenti. “Sono gli unici – afferma la Protezione Animali – in grado di stabilire limiti, compatibilità ambientali e modalità di sviluppo dei territori montani nel rispetto della biodiversità. Biodiversità che andrebbe tutelata, non sacrificata sull’altare dello ‘sviluppo’.”

Il caso del lupo e l’emendamento sul “declassamento”

Tra gli emendamenti approvati, Enpa evidenzia un passaggio ambiguo e preoccupante: l’automatismo che si vuole far passare tra il “declassamento” del lupo da specie “particolarmente protetta” a “protetta” nella Direttiva Habitat europea e l’immediato adeguamento della normativa nazionale.

“Un modo per far passare l’idea – denuncia l’Enpa – che si stia già preparando la strada per introdurre piani di abbattimento o caccia al lupo. È una narrazione del tutto falsa. Oggi non esistono piani di abbattimento né abbattimenti selettivi dei lupi. La Direttiva europea consente limitatissimi interventi di controllo, solo in casi eccezionali e con regole rigidissime, da applicare solo in assenza di alternative soddisfacenti. E alternative ce ne sono: recinzioni elettriche, cani da guardiania, tecniche già note e documentate dalla comunità scientifica”.

Silenzi e propaganda

L’Enpa critica duramente anche il silenzio della politica, accusata di inseguire facili consensi nel mondo dell’allevamento, anziché promuovere convivenza, informazione e prevenzione. “Ogni anno – ricorda l’associazione – tra 300 e 500 lupi vengono uccisi illegalmente in Italia, secondo stime legate al bracconaggio. Eppure, questi numeri non entrano mai nel dibattito pubblico, né nelle stime di chi invoca un presunto ‘contingente massimo di uccisioni’”.

La vera soluzione: scienza e convivenza

L’Enpa ribadisce con forza che la strada delle uccisioni non ha mai risolto nulla, come dimostrano oltre vent’anni di esperienze in Europa. “L’unica via seria, efficace e rispettosa dell’equilibrio tra ambiente e attività umane – conclude l’associazione – è la prevenzione, la convivenza e la scienza. Il resto è solo propaganda costruita su paure e disinformazione.”

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